Home Bibbia > Meditazioni e insegnamenti riferiti allo studio delle sacre Scritture

Chi può e come si possono intendere le sacre Scritture?

Gesù disse, tra le altre, queste parole nei suoi insegnamenti:

«Poi disse: Chi ha orecchi da udire oda. Quand’egli fu in disparte, quelli che gli stavano intorno coi dodici, lo interrogarono sulle parabole. Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi. Poi disse loro: Non intendete voi questa parabola? E come intenderete voi tutte le parabole?» (Marco 4:9-13)

Gesù dicendo “chi ha orecchie da udire oda”, fa capire che per intendere i suoi insegnamenti, le sue parabole e tutta la Parola di Dio, ci vogliono delle orecchie idonee a capire ed accettare tali insegnamenti; tali tipi di orecchie, cioè la capacità di intendere le Scritture, è un dono del Signore che fa all’uomo e senza di esso non si può assolutamente capire con la propria intelligenza e con i propri studi umani il senso delle cose di Dio (cfr. Luca 10:21).

Nel suo discorso riportato sopra, Gesù fa capire che a coloro che erano stati scelti, gli era dato d’intendere, ma a quelli di fuori non era dato. Quindi, ancora è confermato e comprendiamo che è Dio che sceglie e decide chi deve comprendere gli insegnamenti della Bibbia secondo il senso delle cose di Dio, e ci sono pure quelli a cui non è dato da Dio d’intendere. Iddio fa una scelta, secondo il beneplacito della sua volontà, fa intendere a chi vuole e indura chi vuole. Egli fa come vuole, senza guardare alle opere, ai meriti e alla qualità della persona, ma tenendo conto soltanto della propria volontà, non influenzata esternamente da niente e da nessuno.

Nel testo biblico che vi ho esposto sopra, sta scritto anche il motivo per cui non a tutti è dato d’intendere le parole di Gesù Cristo, Egli lo spiega citando le Scritture dei Profeti:

«vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non intendano; che talora non si convertano, e i peccati non siano loro rimessi» (Isaia 6:9)

Sì, fratelli e sorelle nel Signore, avete letto bene, e quelle parole le hanno dette prima i Profeti e poi sono state riprese da Gesù, e vogliono significare che a taluni non è dato d’intendere perché a loro non è dato di convertirsi ed i loro peccati non siano loro rimessi.

Sì, le cose stanno come dice il Signore e non come vorrebbero che gli uomini fossero, perché è scritto che è Dio che prima della fondazione del mondo ha già decretato chi si sarebbe dovuto convertire e gli sarebbero stati rimessi i peccati, perciò a quelli che non sono scritti nel libro della vita non è dato d’intendere, né di credere. Purtroppo, a molti uomini tali parole di Gesù non piacciono, ma è bene abituarsi e sottomettersi alla volontà di Dio, è cosa di gran lunga maggiore dell’accettare i pensieri e le conclusioni a cui vogliono giungere forzatamente gli uomini fallaci e bugiardi.

Quindi, per concludere, se tu che leggi intendi i discorsi di Gesù e sei stato salvato per Grazia mediante la fede, significa che ti è dato da Dio d’intenderli, ma se li contrasti, se non credi alle parole di Gesù e ti opponi ad esse, allora significa che non ti è dato da Dio d’intendere, e questo è valido sia per i credenti che per i non credenti. Che sta scritto? Come leggi? (cfr. Luca 10:26). Bisogna credere e accettare quello che sta scritto nella Parola di Dio, quello che si legge nelle sacre Scritture, tenendo sempre conto della somma della Parola (cfr. Salmo 119:160).

Giuseppe Piredda


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