Home Bibbia > Meditazioni e insegnamenti riferiti allo studio delle sacre Scritture

Il canone e l'ispirazione delle sacre Scritture contrapposte alla tradizione della Chiesa Cattolica Romana

A) Il Canone della Bibbia

Con il termine “canone” si indica una collezione ben definita di scritti considerati “Sacre Scritture” e “Parola di Dio”; i quali sono i libri che Dio ha donato agli uomini per essere presi come guida, esempio, come legge, ai quali il popolo di Dio deve attingere per conoscere più profondamente qual è la volontà di Dio e per sapere come comportarsi nella vita pratica.

Cominciamo subito con lo spazzare via certi pensieri e macchinazioni del Diavolo, dicedo che il processo di Rivelazione divina al giorno d’oggi è completo, il ‘canone’ è chiuso, non si possono aggiungere altri libri alla pari di quelli che fanno parte del canone biblico riconosciuto anticamente e pure oggi.

Ma non tutti i gruppi religiosi considerano il processo di Rivelazione scritta concluso. Infatti, i cattolici romani, considerano le “encicliche” del papa e gli scritti denominati “tradizione” al pari delle Sacre Scritture, come se avessero la stessa autorità. Tali opere dicono, invece, cose contrarie a quanto sta scritto nella Bibbia, a dimostrazione del fatto che non possono essere accostati alla Parola di Dio ispirata dallo Spirito santo.

Sia gli Ebrei che i primi Cristiani sono stati molto attenti nel valutare i libri aventi l’autorità di Dio.

È necessario fare una distinzione tra il canone dell’Antico Testamento ed il canone del Nuovo Testamento.

B) Antico Testamento

A conferma del canone dell’Antico Testamento c’è il fatto che ai tempi di Gesù si usavano le espressioni “la Legge di Mosè”, i “Profeti” ed i “Salmi”, facendo riferimento con tali espressioni a degli scritti ben specificati, considerati “Sacre Scritture” ispirate da DioEcco un esempio delle parole di Gesù che confermano che certi scritti anche Lui li riconosceva Parola di Dio e non d’uomo:

«Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire: poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.» (Matteo 5:17-18)

«Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.» (Luca 24:44)

Giuseppe Flavio, lo storico che fioriva nel primo secolo della Chiesa, nella sua risposta ad Appione lib. I, dice così: “Nulla vi può essere di più certo quanto i libri autorizzati fra noi: essi non possono essere soggetti a contestazione alcuna, imperocché non sono stati approvati se non che quelli scritti dai profeti da più secoli in qua, secondo la pura verità, per la ispirazione e il movimento dello Spirito di Dio.” Continua poscia Giuseppe, e numera tutti i libri che gli Ebrei ritenevano ed avean sempre ritenuti per sacri e canonici, i quali libri sono appunto quelli che tuttora ritengono gli Ebrei ed i Protestanti nelle loro Bibbie. Parla poi Giuseppe di quegli altri libri non canonici, che il Concilio di Trento ha poi creduto doverli dichiarare canonici; e di quei libri parla così: “È stato anche scritto ciò che è avvenuto da Artaserse fino a noi; ma siccome non vi è stata più come vi era prima la catena de’ profeti, così non si è data a quei libri la medesima fede che si è data ai primi di cui ho parlato.”

La testimonianza di Giuseppe è di gran peso, ma vi è anche una testimonianza maggiore, una testimonianza vivente, che da più di trenta secoli depone contro la canonicità dei libri apocrifi. Inoltre, gli stessi scritti apocrifi hanno in sé stessi la conferma che non sono stati ispirati da Dio, lo stesso autore lo dichiara, ad esempio come sta scritto alla fine del 2° libro dei Maccabei: “Era mia intenzione offrire un’esposizione ordinata e ben fatta degli avvenimenti. Se è rimasta imperfetta e soltanto mediocre, vuol dire che non ero in grado di fare meglio” (2 Maccabei 15:38). Tale frase non ha bisogno di essere commentata, in quanto l’autore stesso afferma l’imperfezione del suo scritto e la volontà umana nel riportare gli eventi storici ivi scritti.

  1. Nuovo Testamento

Come dicono alcuni vero è che Gesù non scrisse nessun libro, che insegnò agli Apostoli con la sola parola; che gli Apostoli al principio insegnavano a parole; ma ci dobbiamo ricordare che nell’annunziare in Gesù il Cristo, il Messia promesso, gli Apostoli si servivano delle sacre Scritture dell’Antico Patto e da esse traevano i loro ragionamenti. Anche Gesù si servì della Legge e dei Profeti per spiegare tutte le cose che gli concernevano, secondo quant’è scritto:

«E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano.» (Luca 24:27)

Anche per il Nuovo Testamento con la parola ‘canone’ si indica una collezione ben definita di documenti considerati “Sacre Scritture”, “Parola di Dio”.

Le sacre Scritture del Nuovo Testamento riportano per iscritto le stesse cose che gli Apostoli hanno insegnato a voce. Tali scritti si completano e s’integrano con gli scritti dell’Antico Testamento, senza mai contraddirsi. Quindi, gli scritti della cosiddetta “tradizione” cattolica non possono in nessuna maniera insegnare cose che sono contrarie a quant’è stato insegnato dagli Apostoli ed è stato messo per iscritto da essi stessi.

Facciamo un esempio concreto: se gli Apostoli hanno insegnato per iscritto che per essere vescovi bisogna essere obbligatoriamente sposati (cfr. 1 Tim. 3:2, 5), come può la tradizione scritta, che è venuta molto più tardi, insegnare che i vescovi (o sorveglianti, o episcopi, o presbiteri) della Chiesa non devono essere sposati? Tali convinzioni sono dottrine diverse dalla verità annunziata dall’Apostolo Paolo e dall’Apostolo Pietro, che apprendiamo dalle lettere che hanno scritto e che sono giunte fino a noi, le quali contengono in esse l’autorità divina e sono state sempre conosciute come Sacre Scritture. Alla luce di ciò, come si può credere a ciò che dice la Tradizione cattolica se contraddice gli insegnamenti degli Apostoli e di Gesù? Quando si contraddicono come si può andare dietro alle favole della Tradizione e trascurare e disprezzare gli insegnamenti di Gesù e degli Apostoli tramandatoci attraverso le sacre Scritture del canone biblico?

Quando leggo uno scritto che va contro gl’insegnamenti degli Apostoli, preferisco attenermi agli insegnamenti degli Apostoli e rigettare quelli che vanno contro di essi. I cattolici romani, e persino gli ebrei, invece, fanno il contrario, in quanto hanno rigettato la Legge di Dio e si sono attaccati alla loro tradizione umana.

Invero, ci sono anche degli scritti della tradizione che sono conformi a quanto insegnato dagli Apostoli agli albori del Cristianesimo, tali scritti sono edificanti e portano conforto al lettore, ma non si possono considerare alla stessa stregua di quelli del canone che sono riconosciuti ispirati da Dio.

  1. Ispirazione delle sacre Scritture

Gli Apostoli accettavano le Scritture dell’Antico Testamento come parole ispirate da Dio e degne di ogni attenzione, da esse hanno tratto i giusti insegnamenti a cui bisogna attenersi per compiacere a Dio e scampare da questa perversa generazione. Sta scritto anche che le dieci parole, meglio conosciute come i “dieci comandamenti”, sono stati scritti direttamente dal dito di Dio sulle due tavole di pietra che diede a Mosè. Tuttavia, i cattolici romani hanno traviato anche quelli, modificandoli a loro piacimento, contravvenendo a quanto Iddio ha detto: “Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandamenti dell’Eterno Iddio vostro che io vi prescrivo” (Deut. 4:2).

A conferma del fatto che i cattolici romani hanno modificato i comandamenti del decalogo, vi riporto il confronto di quelli scritti da Dio con a fianco quelli traviati che i cattolici romani insegnano nel loro “Nuovo Manuale del Catechista”:

come sono scritti nella Bibbia (Esodo 20:2-17)

Il primo“Io sono l’Eterno, l’Iddio tuo, che ti ho tratto dal paese d’Egitto, dalla casa di servitù. Non avere altri dii nel mio cospetto”.

 

Come sono nel nuovo manuale del catechista

Il primo: ”Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me”

Il secondo: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti.”

 

Il secondo: ”Non nominare il nome di Dio invano”

Il terzo”Non usare il nome dell’Eterno, ch’è l’Iddio tuo, in vano; perché l’Eterno non terra per innocente chi avrà usato il suo nome in vano.”

 

Il terzo: ”Ricordati di santificare le feste”

Il quarto: “Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ in essi ogni opera tua; ma il settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch’è dentro alle tue porte; poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato.”

 

Il quarto: ”Onora il padre e la madre”

Il quinto”Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà. “

 

Il quinto: ”Non ammazzare”

Il sesto”Non uccidere.”

 

Il sesto: ”Non commettere atti impuri”

Il settimo”Non commettere adulterio.”

 

Il settimo: ”Non rubare”

L’ottavo”Non rubare.”

 

L’ottavo: ”Non dire falsa testimonianza”

Il nono”Non attestare il falso contro il tuo prossimo. “

 

Il nono: ”Non desiderare la donna d’altri”

Il decimo”Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo”.

 

Il decimo: ”Non desiderare la roba d’altri”

Vi faccio notare che la curia romana ha tolto il secondo comandamento dal decalogo per non mostrare al popolo che l’adorazione ed il culto delle statue era in abominio a Dio. Inoltre, il comandamento del “ricordati di santificare il giorno del riposo”, che era il sabato, è stato cambiato con “ricordati di santificare le feste”. Praticamente hanno aggiunto e tolto a loro piacimento, facendo così il contrario di quello che Iddio ha vietato di fare.

Voi che leggete vi rendete conto della gravità del fatto che quei tali uomini corrotti, si sono permessi di modificare ciò che Dio ha scritto con il proprio dito? Riuscite a comprenderne la gravità, l’audacia nell’insegnare ai loro adepti una parola diversa da ciò che Iddio ha scritto con il suo dito? Io tremo solo all’idea di mettermi contro Dio.

State attenti voi che credete alle menzogne della curia romana perché l’ira di Dio è anche sopra di voi! Domandate pietà a Dio e ritiratevi dalla via della menzogna insegnata dai papisti, allora Iddio darà riposo e pace alle anime vostre.

Ecco alcuni passi che confermano che degli uomini hanno parlato non per la propria volontà ma per volontà di Dio. Questi scritti ci sospingono ad attendere con perseveranza e con piena fiducia alla Parola di Dio.

«Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne’ vostri cuori» (2 Pietro 1:19)

«poiché non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo(2 Pietro 1:21)

L’Apostolo Pietro esorta a prestare attenzione alle Sacre Scritture, a quelle cioè che non sono venute dalla volontà dell’uomo ma bensì dalla volontà di Dio.

«Lo spirito dell’Eterno ha parlato per mio mezzo, e la sua parola è stata sulle mie labbra. L’Iddio d’Israele ha parlato, …» (2 Sam. 23:2)

Davide, che ha scritto molti salmi, ha dichiarato che lo Spirito santo ha parlato per mezzo di lui, servendosi delle sue labbra, anche se non ha inteso quello che diceva, perché era lo Spirito santo che parlava.

Anche il profeta Daniele ha ricevuto la Parola da Dio, come sta scritto:

«E io udii, ma non compresi; e dissi: “Signor mio, qual sarà la fine di queste cose?” Ed egli rispose: “Va’, Daniele; poiché queste parole son nascoste e sigillate sino al tempo della fine.» (Dan. 12:8)

Daniele aveva ricevuto la Parola di Dio che poi ha riportato per iscritto, senza capirne il significato.

«Ma egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma d’ogni parola che procede dalla bocca di Dio.» (Matteo 4:4; cfr. Deut. 8:3)

Gesù ha citato un passo della Legge.

«Fratelli, bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide intorno a Giuda, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù.» (Atti 1:16)

Anche l’Apostolo Pietro, citando il passo dei salmi pronunziato dallo Spirito santo “per bocca di Davide”, parla dell’adempimento di una profezia di Dio riguardante Giuda Iscariota.

Ora, considerato che Iddio ha voluto lasciarci la sua Parola scritta, come dobbiamo considerarla? Ecco cosa dice l’Apostolo Paolo a Timoteo:

«Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona.» (2 Tim. 3:16)

La Parola di Dio, quella ispirata dallo Spirito santo, riconosciuta nei canoni del Nuovo e del Vecchio Testamento, è utile per giungere ad essere compiuti e pienamente forniti di tutto ciò che necessita all’uomo di Dio per ogni buona opera da praticare.

Le sacre Scritture, ispirate da Dio, da sole sono sufficienti per ammaestrare i credenti e renderli pienamente compiuti, non c’è bisogno, quindi, di aggiungere qualcos’altro. Tantomeno c’è bisogno di aggiungere qualcosa che va contro alle sacre Scritture come fanno certi concetti presenti nella tradizione, tanto invocata dai cattolici romani!

Gesù disse:

«Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.» (Giov. 14:6)

E ancora nel libro dei Salmi leggiamo:

«La somma della tua parola è verità» (Salmo 119:160)

Dunque, è confermato che la Parola di Dio scritta è vivente, è Gesù, come sta scritto: “… e la Parola era Dio” (Giov. 1:1).

Ancora, stanno scritte queste parole:

«Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore.» (Ebrei 4:12)

Il libro della Bibbia che è composta di carta ed inchiostro certamente non ha nessuna vitalità in sé stessa, ma se l’uomo apre quel libro, lo legge e lo medita, allora la Parola scritta in quel libro prende vita e compie un’opera potente nel cuore e nella mente di chi legge, come ha detto lo scrittore agli Ebrei: “penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito” (Ebrei 4:12), cioè penetra così in profondità nel cuore dell’uomo, che è potente da compiere un’opera che nessun altro libro può fare. E ciò avviene perché la Parola di Dio è vivente! Non che il libro respiri in sé stesso, ma le parole scritte in esso prendono vita all’interno del cuore dell’uomo quando vi penetrano. 

  1. La tradizione cattolica romana

I cattolici romani ritengono che la Tradizione è parte della rivelazione di Dio e perciò va rispettata al pari delle Scritture sacre; essi dicono: “La tradizione è l’insegnamento di Gesù Cristo e degli Apostoli, fatto a viva voce e dalla Chiesa trasmesso fino a noi senza alterazioni (Giuseppe Perardi)”.

Le cose non stanno come dicono quei tali, ma se pure stessero così, almeno non ci dovrebbero essere delle contraddizioni con le Parole della Bibbia. Come facevano gli Apostoli Paolo e Pietro a scrivere delle lettere contenenti delle dottrine e poi a voce dire il contrario? No! Ciò non è assolutamente possibile!

Vediamo alcuni passi della Parola di Dio che ci mettono in guardia contro la tradizione:

«Allora s’accostarono a Gesù dei Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero: Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo.» (Matteo 15:1-2)

«Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate. Poiché i Farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi; e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molto altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame. E i Farisei e gli scribi domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure? Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre, sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante!» (Marco 7:1-13)

«Difatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quando ero nel giudaismo; come perseguitavo a tutto potere la Chiesa di Dio e la devastavo, e mi segnalavo nel giudaismo più di molti della mia età fra i miei connazionali, essendo estremamente zelante delle tradizioni dei miei padri.» (Gal. 1:13-14)

«Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo» (Col. 2:8)

Eccovi mostrato, quindi, che la tradizione imposta dagli uomini a scapito della Parola di Dio non è cosa buona, anzi è da rigettare, perché dannosa per la salvezza dell’anima dell’uomo.

Benché il discorso in senso biblico affrontato fin qui è già di per sé sufficiente a porre in evidenza qual è la verità, pure voglio proseguire per parlarvi della tradizione, andando a prendere alcune cose che dicevano i cosiddetti padri della chiesa, scorrendo in breve alcuni argomenti.

Quello che più mi lascia perplesso riguardo la fiducia che ripongono i cattolici sulla tradizione è il fatto che i padri antichi si sono anche contraddetti tra di loro ed hanno pure scritto contro le credenze comunemente accettate dalla chiesa cattolica romana; nonostante ciò, i loro teologi hanno preso e prendono soltanto quello che fa loro comodo e tralasciano quello che è contrario alle loro credenze. Ma se la tradizione è degna di fiducia come dicono, per quale motivo si deve prendere da essa soltanto le parti a favore e non anche quelle contrarie? L’astuzia di quei tali non incontra limiti e neppure la sfacciataggine!

Ecco, vi ho elencato solo alcuni esempi delle tante contraddizioni che ci sono state tra i padri della chiesa. Pertanto, tenendo conto di tutto ciò, come si possono ritenere le parole di questi cosiddetti padri sullo stesso piano delle parole di Gesù, degli Apostoli e dei Profeti? È una follia ciò che pensano e crede la curia romana, e coloro che li seguono a suo tempo saranno certamente svergognati quando si presenteranno davanti a Dio.

Al contrario della Tradizione dei padri, le Sacre Scritture non si contraddicono. Perciò, per quale motivo bisogna rivolgersi alla tradizione che si contraddice, che è confusa ed è inattendibile per conoscere più appieno Dio e la Sua volontà, anziché rivolgersi solo alla Parola di Dio che è verace e vivente? Come credono e insegnano i teologi cattolici è una follia!

In ultimo è doveroso anche ricordare che persino i concilii si sono tra di loro contraddetti, sono stati in disaccordo con i papi, questi ultimi tra di loro si sono scomunicati e contraddetti; i padri della chiesa si sono tra di loro contraddetti ed hanno contraddetto anche quello che dicevano i concilii, insomma, non c’è stata una linea univoca, e per una materia importante come la religione cattolica romana che pretende di possedere la verità assoluta, la difesa nel cercare soccorso nella tradizione dei padri sembra un appiglio molto fragile e contorto, che non definisce definitivamente la questione e non giustifica le false dottrine a cui si sono dati.

Giuseppe Piredda


Vai ad inizio pagina.