Tutti gli uomini, soprattutto i santi, devono sapere che la comprensione e l’intendimento delle sacre Scritture dipende dal nostro Signore Iddio e non dalla propria intelligenza, né dalla cultura umana accumulata con lo studio negli anni.
Quindi, considerato ciò, i credenti devono, prima di dedicarsi allo studio della Parola di Dio ogni volta, mettersi in preghiera e supplicare il Signore che gli conceda la grazia di capire bene ciò che leggono secondo il senso delle cose di Dio, e non secondo il proprio modo di vedere le cose dal punto di vista umano, come anche il salmista chiese in preghiera all’Eterno:
«Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge.» (Salmo 119:18)
«Tieni lontana da me la via della menzogna e, nella tua grazia, fammi comprendere la tua legge.» (Salmo 119:29)
Quando ci si mette a leggere la Parola di Dio, si giunge a capire determinate cose e a giungere a determinate conclusioni, ma bisogna tenere conto che tali conclusioni a cui si giunge molte volte possono non essere tutte conformi alla volontà di Dio. L’obiettivo principale da porsi nello studio della Bibbia dev’essere quello d’intendere i passaggi biblici secondo il senso delle cose di Dio, che bisogna ricercare con diligenza e pazienza, stando attenti a non comprendere cose diverse da quello che vuole Iddio, e considerando tutta la “somma della Parola” su quell’argomento. Molte delle eresie che circolano nella Chiesa di Gesù Cristo nascono appunto perché certuni hanno compreso la Parola seguendo i pregiudizi dei propri pensieri ed i propri desideri formatisi in un certo ambiente che li hanno ha influenzati, come le denominazioni, nelle quali non viene insegnata e creduta tutta la verità secondo la volontà di Dio, di conseguenza chi ne fa parte viene influenzato negativamente.
Cari nel Signore, considerate le cose che vi sto dicendo, applicatevi a pregare e a studiare la Bibbia con costanza e determinazione, avendo ben fermo nella vostra mente il concetto che bisogna intendere le Scritture secondo la volontà di Dio e ciò può avvenire solamente se Iddio concede la sua grazia, solo se Dio apre la mente per intendere, come anche ci fa sapere il nostro caro fratello Luca:
«Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute. Allora aprì loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Or voi siete testimoni di queste cose.» (Luca 24:44-48)
Cari nel Signore, preghiamo dunque Iddio che sia Lui a darci il corretto intendimento della Sua Parola, e non fidiamoci del nostro discernimento che è fallace, badando a seguire sempre i due principi cardine nello studio della Parola che sono questi: il principio della ‘comprensione letterale’ e il principio della ‘somma della Parola è verità’; cioè si deve prima di tutto capire il senso letterale di quello che sta scritto e, molte volte, tranne in determinati casi come le parabole e le similitudini, il significato corretto è esattamente preciso a quello letterale; poi l’altro principio è quello che bisogna conoscere dell’argomento tutti i passi delle Scritture, non bisogna limitarsi a leggere solamente un passo o solo una parte, perché ciò può essere fuorviante. Su questo ultimo principio vi faccio un esempio esplicativo: si può leggere nella legge che per il popolo di Dio è vietato mangiare la carne di maiale (cfr. Lev. 11:4-7), ed essa è Parola di Dio a tutti gli effetti; tuttavia leggendo le parole di Gesù con cui ha reso tutti i cibi puri (cfr. Marco 7:18-19), comprendiamo che oggi sotto la Grazia possiamo mangiare tutti i cibi in quanto non ci sono più distinzioni tra cibi puri e impuri.
Per proteggersi dalle eresie e riconoscere i falsi Dottori e Predicatori, un buon punto di riferimento da considerare, ma non è il solo, è questo: bisogna diffidare di tutti coloro che pretendono d’insegnare la Parola di Dio avendo fatto degli studi umani (scuole bibliche) e che si vantano di possedere dei titoli; perché essi prendono come base la loro propria sapienza, la propria conoscenza umana e intelligenza per arrivare a determinate conclusioni dottrinali ed inculcarle agli altri; quei tali non si umiliano davanti a Dio in preghiera, ma s’innalzano contro Dio e sopra gli altri uomini, non accettando che sia il Signore a far loro intendere le Scritture, gloriandosi della propria intelligenza e conoscenza, che gonfia e porta ad innalzarsi.
I falsi Dottori basano le loro probabilità di convincere e sviare i santi dalla verità, sia mediante le loro conoscenze umane, e di quelle si vantano e quelle vi porranno sempre davanti quando parlano, oppure anche con gli insegnamenti della Bibbia, ma sfruttando l’ignoranza dei fratelli, parlano solo delle cose che gli conviene e nella maniera che gli viene più utile. Quindi, fratelli nel Signore, guardatevi dai falsi Dottori, e guardatevi da quegli uomini che si vantano dei propri titoli di studio e delle proprie conoscenze, e per quello disprezzano il credente semplice, perché ciò produce nel cuore superbia e la sapienza che si manifesta è quella terrena, carnale e diabolica che la Bibbia condanna (cfr. Giac. 3:15), ed è fortemente dannosa per la crescita spirituale di tutti i santi.
Giuseppe Piredda