Home Bibbia > Meditazioni e insegnamenti riferiti allo studio delle sacre Scritture

Intendere la Parola di Dio senza aver studiato il greco

L’Apostolo Giovanni, tra le altre cose, ha scritto queste parole in riferimento a Gesù di Nazaret, il Cristo di Dio:

«Onde i Giudei si maravigliavano e dicevano: Come mai s’intende costui di lettere, senz’aver fatto studi?» (Giov. 7:15)

Deve bastare ai discepoli di Gesù Cristo di essere come il loro Maestro, bisogna studiare le Scritture sacre e ricevere da Dio sapienza e intelligenza spirituale, e non studiare lettere dal punto di vista umano.

Purtroppo, contrariamente a quanto ha fatto Gesù Cristo, in mezzo alla Chiesa ci sono sedicenti credenti che si vantano di avere titoli e di aver fatto studi umani. Una delle loro caratteristiche che ricorre spesso nel loro modo di parlare è il fatto che tendono a sminuire e disprezzare le deduzioni e le riflessioni bibliche che fanno coloro che non hanno titoli di studi umani, perché non ne hanno fatti e non sono interessati neppure farne; insomma, i titoli umani a questi fratelli non interessano proprio, essi preferiscono appendere ai muri della propria casa dei versetti biblici, ma non i titoli acquisiti dalle scuole umane sulla conoscenza della Bibbia.

Quando quegli studiosi si scontrano su qualche concetto o dottrina con le persone semplici, una delle tecniche che usano tali eminenti studiosi è quella di dire alle persone semplici, che studiano la Bibbia nella propria lingua soltanto, che in tal modo non possono capire correttamente ciò che sta scritto, ma potranno capire soltanto coloro che conoscono le lingue originali con cui i libri della Bibbia sono stati scritti (fanno riferimento alle lingue greca, aramaica ed ebraica).

Ora, considerato ciò, per un attimo poniamo che tali studiosi titolati abbiano ragione ad asserire tali cose (ma naturalmente sappiamo bene che non ce l’hanno la ragione), si può rispondere loro in diversi modi, tra i quali c’è questo:

“va bene, caro fratello titolato, ma quale tra questi Nuovi Testamenti in greco dobbiamo leggere e conoscere: il Textus receptus, il Maggioritario o il Nestle-Aland, visto che anche nelle lingua greca originale tutte queste versioni del Nuovo Testamento presentano delle differenze tra loro?”

Voglio ricordare a tutti voi, fratelli, che le varianti che ritroviamo in lingua italiana nelle note delle varie versioni bibliche andate in stampa, derivano appunto dalle differenze che ci sono nelle diverse versioni della lingua greca originale.

Di conseguenza, considerato ciò, è chiaro che una disputa ci dovrà essere lo stesso, o nella lingua italiana, o a causa delle differenze della lingua greca. Pertanto, una eventuale conoscenza della lingua greca non chiude assolutamente le contestazioni dottrinali che possono sorgere intorno alle parole, perché essa ci sarebbe lo stesso, con una differenza, mentre nel campo della lingua oggi parlata, per noi l’italiano, alla eventuale discussione possono partecipare tutti coloro che studiano la Bibbia, in quella in ambito delle lingue originali possono essere solo in pochi a parteciparvi.

Ora mi rivolgo a te che citi le lingue originali come se attraverso la conoscenza di esse si potesse giungere al punto che non ci possano essere eresie in mezzo alla Chiesa di Gesù Cristo, e ti domando: conosci tu tutte le varie versioni in greco esistenti e le loro varianti? E a quale di esse ti attieni e perché? Non sai tu che altri si possono attenere ad altre versioni in greco e arrivare per certe cose a conclusioni diverse? E per quale motivo dovresti avere ragione tu e non l’altra parte? Cosa può darti la certezza che hai ragione tu, perché entrambi fate riferimento a versioni in lingua originale greca?

Cari nel Signore, dopo aver fatto quelle domande agli eminenti studiosi che si vantano di conoscere la lingua originale greca, voi dalle risposte che vi daranno potrete vedere che, la maggior parte di essi, vi risponderanno in modo insensato, da persone in realtà ignoranti nelle cose di Dio, che si sono illusi di sapere, invece non intendono quello che dicono (cfr. 1 Tim. 1:7); così voi comprenderete che potrete tranquillamente, anzi, dovete studiare le sacre Scritture nella vostra lingua, essendo certi che è lo Spirito santo che vi guiderà in tutta la Verità, e non sarà la vostra preparazione linguistica o cultura a guidarvi nella verità; infatti, sta scritto: “ma quando sia venuto Lui, lo Spirito della Verità, Egli vi guiderà in tutta la Verità (Giov. 16:13); ed ancora: “In quel tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, Padre, perché così t’è piaciuto (Matteo 11:25-26).

Quindi, tenuto conto del ragionamento fatto e dalla lettura della Parola di Dio, giungiamo per forza di cose alla conclusione che non sono gli studi nelle lingue originali che ci guidano in tutta la Verità, ma è lo Spirito santo che fa intendere coloro a cui è dato da Dio d’intendere. Infatti, a conferma del fatto che le eresie non sono legate alla conoscenza della lingua greca, cari nel Signore considerate che in Grecia, paese nel quale da sempre parlano la lingua greca originale del Nuovo Testamento, ci sono le stesse eresie che ci sono in tutte le altre parti del mondo; come pure ai tempi di Gesù, i Giudei che conoscevano l’ebraico, credevano e insegnavano eresie, ed erano presenti diverse sètte, ad esempio la sètta dei Farisei, dei Sadducei, degli Erodiani, etc., anche se avevano fatto studi, e Gesù Cristo che non ha fatto studi umani ha provveduto a confutare le loro eresie, cosa che li lasciò tutti meravigliati.

Diletti e fedeli nel Signore, state dunque tranquilli, studiate pure le sacre Scritture nella lingua da cui vi è più facile apprendere e parlare, aggiungendo la preghiera allo studio della Parola di Dio, avendo piena coscienza che è lo Spirito della Verità che vi guiderà in tutta la Verità, e ciò non viene da voi, ma da Dio, ed è un dono di Dio anche quello di farvi intendere la verità, non è merito dell’uomo in nessuna maniera. Poi rammentate che non sono i savi e gli intelligenti secondo questo mondo, i titolati che hanno fatto studi, che riceveranno da Dio intendimento (vgs. Matteo 11:25-26).

Giuseppe Piredda


Vai ad inizio pagina.