Gesù disse queste parole di riprensione rivolte agli Scribi ed ai Farisei del suo tempo:
«Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.» (Matt. 23:23)
Gli Scribi* ed i Farisei** erano coloro che studiavano maggiormente i libri della Bibbia, erano coloro che conoscevano la Legge, che l’avevano studiata bene nei dettagli, quindi non erano popolani senza istruzione, e pensavano di mettere in pratica i precetti di Dio secondo quanto avevano compreso o nella maniera con cui gli era stato tramandato dai loro padri.
Gesù li ha accusati di osservare la Legge trascurando le cose più importanti di essa, e gliele ha ricordate, perché la volontà di Dio è sempre stata quella che i comandamenti della Legge andassero osservati secondo il senso delle cose di Dio e non secondo quello degli uomini, a partire dal tenere conto delle cose più importanti, che Gesù ha ricordato loro quali fossero, cioè il giusto giudizio, la misericordia e la fede. Infatti, che valore possono mai avere davanti a Dio le opere di uno che paga tutta la decima di ciò che gli producono i suoi campi, nei minimi dettagli, ma per il resto delle cose esprime giudizi ingiusti, è spietato e privo di misericordia verso il suo prossimo ed è anche privo di fede come lo era Caino?
Quegli studiosi di quel tempo, non avevano imparato il significato: “voglio misericordia e non sacrifizio”, e non avendo misericordia nel loro cuore, hanno condannato degli innocenti (cfr. Matteo 12:7).
Anche oggi, come a quei tempi, avviene la medesima cosa, ci sono talune persone in mezzo alla Chiesa di Gesù Cristo che nel mettere in pratica i comandamenti di Dio, si dimenticano di cosa siano la misericordia, la fede ed il giusto giudizio. Fratelli, non dev’essere così nella Chiesa di Gesù Cristo.
Pertanto, senza annullare né tralasciare i comandamenti di Dio che sono ancora oggi sotto la Grazia da osservare, è necessario ricordarsi che l’applicazione pratica deve tenere obbligatoriamente conto delle cose più importanti, che sono state fatte notare da Gesù ai Farisei ed agli Scribi, bisogna perciò tenere sempre presente il giusto giudizio, la misericordia e la fede. Quindi, in merito all’approcciarsi alle modalità di studio delle sacre Scritture ed i comandamenti da osservare, Gesù nel passo riportato sopra ha insegnato di cosa bisogna tenere conto principalmente, per metterlo in pratica secondo la volontà di Dio.
Dunque, diletti e fedeli nel Signore, cercate di applicarvi per capire bene qual è la parte dell’azione da compiere o da non compiere stabilita dalla Parola in ogni circostanza, e se prevede una punizione qualora non venga osservato, e come si possa mettere in pratica tenendo sempre conto della misericordia di Dio, della fede e del giusto giudizio. Dalle parole dette da Gesù si capisce chiaramente che non è sufficiente conoscere i comandamenti di Dio a memoria per insegnarli agli altri, affinché li pratichino, ma nell’imporre qualcosa da osservare bisogna sempre tenere conto della misericordia e del giusto giudizio e della fede, perché così Gesù Cristo ha insegnato di fare.
Siate savi, fratelli nel Signore, non fatevi abbindolare dalle chiacchiere di quelli che parlano soltanto e producono solo parole, ma nei fatti non producono niente, e non portano frutto buono, e neppure praticano per primi le cose che insegnano agli altri, e se le praticano, le fanno in maniera priva di misericordia verso il prossimo.
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* Gli scribi erano gli scrivani addetti principalmente alla trascrizione dei libri della Bibbia.
** I Farisei erano una setta dominante nella vita religiosa e civile giudaica ai tempi di Gesù, che si distinguevano per un accentuato rigorismo etico e per uno scrupoloso formalismo nell’osservanza della Legge e delle Tradizioni dei loro padri.
Giuseppe Piredda