Habacuc, Riveduta Luzzi 1925.
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1:1 Oracolo che il profeta Habacuc ebbe per visione.

1:2 Fino a quando, o Eterno, griderò, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: 'Violenza!' e tu non salvi.

1:3 Perché mi fai veder l'iniquità, e tolleri lo spettacolo della perversità? e perché mi stanno dinanzi la rapina e la violenza? Vi son liti, e sorge la discordia.

1:4 Perciò la legge è senza forza e il diritto non fa strada, perché l'empio aggira il giusto, e il diritto n'esce pervertito.

1:5 Vedete fra le nazioni, guardate, maravigliatevi e siate stupefatti! Poiché io sto per fare ai vostri giorni un'opera, che voi non credereste, se ve la raccontassero.

1:6 Perché, ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione aspra e impetuosa, che percorre la terra quant'è larga, per impadronirsi di dimore che non son sue.

1:7 È terribile, formidabile; il suo diritto e la sua grandezza emanano da lui stesso.

1:8 I suoi cavalli son più veloci de' leopardi, più agili de' lupi sulla sera; i suoi cavalieri procedon con fierezza; i suoi cavalieri vengon di lontano, volan come l'aquila che piomba sulla preda.

1:9 Tutta quella gente viene per darsi alla violenza, le lor facce bramose son tese in avanti, e ammassan prigionieri senza numero come la rena.

1:10 Si fan beffe dei re, e i principi son per essi oggetto di scherno; si ridono di tutte le fortezze; ammontano un po' di terra, e le prendono.

1:11 Poi passan come il vento; passan oltre e si rendon colpevoli, questa lor forza è il loro dio.

1:12 Non sei tu ab antico, o Eterno, il mio Dio, il mio Santo? Noi non morremo! O Eterno, tu l'hai posto, questo popolo, per esercitare i tuoi giudizi, tu, o Ròcca, l'hai stabilito per infliggere i tuoi castighi.

1:13 Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportar la vista del male, e che non puoi tollerar lo spettacolo dell'iniquità, perché guardi i perfidi, e taci quando il malvagio divora l'uomo ch'è più giusto di lui?

1:14 E perché rendi gli uomini come i pesci del mare e come i rettili, che non hanno signore?

1:15 Il Caldeo li trae tutti su con l'amo, li piglia nella sua rete, li raccoglie nel suo giacchio; perciò si rallegra ed esulta.

1:16 Per questo fa sacrifizi alla sua rete, e offre profumi al suo giacchio; perché per essi la sua parte è grassa, e il suo cibo è succulento.

1:17 Dev'egli per questo seguitare a vuotar la sua rete, e massacrar del continuo le nazioni senza pietà?

2:1 Io starò alla mia vedetta, mi porrò sopra una torre, e starò attento a quello che l'Eterno mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatto.

2:2 E l'Eterno mi rispose e disse: 'Scrivi la visione, incidila su delle tavole, perché si possa leggere speditamente;

2:3 poiché è una visione per un tempo già fissato; ella s'affretta verso la fine, e non mentirà; se tarda, aspettala; poiché per certo verrà; non tarderà'.

2:4 Ecco, l'anima sua è gonfia, non è retta in lui; ma il giusto vivrà per la sua fede.

2:5 E poi, il vino è perfido; l'uomo arrogante non può starsene tranquillo; egli allarga le sue brame come il soggiorno de' morti; è come la morte e non si può saziare, ma raduna presso di sé tutte le nazioni, raccoglie intorno a sé tutti i popoli.

2:6 Tutti questi non faranno contro di lui proverbi, sarcasmi, enigmi? Si dirà: 'Guai a colui che accumula ciò che non è suo! Fino a quando? Guai a colui che si carica di pegni!'

2:7 I tuoi creditori non si leveranno essi ad un tratto? I tuoi tormentatori non si desteranno essi? E tu diventerai loro preda.

2:8 Poiché tu hai saccheggiato molte nazioni, tutto il resto dei popoli ti saccheggerà, a motivo del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti.

2:9 Guai a colui ch'è avido d'illecito guadagno per la sua casa, per porre il suo nido in alto e mettersi al sicuro dalla mano della sventura!

2:10 Tu hai divisato l'onta della tua casa, sterminando molti popoli; e hai peccato contro te stesso.

2:11 Poiché la pietra grida dalla parete, e la trave le risponde dall'armatura di legname.

2:12 Guai a colui che edifica la città col sangue, e fonda una città sull'iniquità!

2:13 Ecco, questo non procede egli dall'Eterno che i popoli s'affatichino per il fuoco, e le nazioni si stanchino per nulla?

2:14 Poiché la terra sarà ripiena della conoscenza della gloria dell'Eterno, come le acque coprono il fondo del mare.

2:15 Guai a colui che dà da bere al prossimo, a te che gli versi il tuo veleno e l'ubriachi, per guardare la sua nudità!

2:16 Tu sarai saziato d'onta anziché di gloria; bevi anche tu, e scopri la tua incirconcisione! La coppa della destra dell'Eterno farà il giro fino a te, e l'ignominia coprirà la tua gloria.

2:17 Poiché la violenza fatta al Libano e la devastazione che spaventava le bestie, ricadranno su te, a motivo del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti.

2:18 A che giova l'immagine scolpita perché l'artefice la scolpisca? A che giova l'immagine fusa che insegna la menzogna, perché l'artefice si confidi nel suo lavoro, fabbricando idoli muti?

2:19 Guai a chi dice al legno: 'Svègliati!' e alla pietra muta: 'Lèvati!' Può essa ammaestrare? Ecco, è ricoperta d'oro e d'argento, ma non v'è in lei spirito alcuno.

2:20 Ma l'Eterno è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in presenza sua!

3:1 Preghiera del profeta Habacuc. Sopra Scighionoth.

3:2 O Eterno, io ho udito il tuo messaggio, e son preso da timore; o Eterno, da' vita all'opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! Nell'ira, ricordati d'aver pietà!

3:3 Iddio viene da Teman, e il santo viene dal monte di Paran. Sela. La sua gloria copre i cieli, e la terra è piena della sua lode.

3:4 Il suo splendore è pari alla luce; dei raggi partono dalla sua mano; ivi si nasconde la sua potenza.

3:5 Davanti a lui cammina la peste, la febbre ardente segue i suoi passi.

3:6 Egli si ferma, e scuote la terra; guarda, e fa tremar le nazioni; i monti eterni si frantumano, i colli antichi s'abbassano; le sue vie son quelle d'un tempo.

3:7 Io vedo nell'afflizione le tende d'Etiopia; i padiglioni del paese di Madian tremano.

3:8 O Eterno, t'adiri tu contro i fiumi? È egli contro i fiumi che s'accende l'ira tua, o contro il mare che va il tuo sdegno, che tu avanzi sui tuoi cavalli, sui tuoi carri di vittoria?

3:9 Il tuo arco è messo a nudo; i dardi lanciati dalla tua parola sono esecrazioni. Sela. Tu fendi la terra in tanti letti di fiumi.

3:10 I monti ti vedono e tremano; passa una piena d'acque: l'abisso fa udir la sua voce, e leva in alto le mani.

3:11 Il sole e la luna si fermano nella loro dimora; si cammina alla luce delle tue saette, al lampeggiare della tua lancia sfolgorante.

3:12 Tu percorri la terra nella tua indignazione, tu schiacci le nazioni nella tua ira.

3:13 Tu esci per salvare il tuo popolo, per liberare il tuo unto; tu abbatti la sommità della casa dell'empio, e la demolisci da capo a fondo. Sela.

3:14 Tu trafiggi coi lor propri dardi la testa de' suoi capi, che vengon come un uragano per disperdermi, mandando gridi di gioia, come se già divorassero il misero nei loro nascondigli.

3:15 Coi tuoi cavalli tu calpesti il mare, le grandi acque spumeggianti.

3:16 Ho udito, e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quella voce; un tarlo m'entra nelle ossa, e io tremo qui dove sto, a dover aspettare in silenzio il dì della distretta, quando il nemico salirà contro il popolo per assalirlo.

3:17 Poiché il fico non fiorirà, non ci sarà più frutto nelle vigne; il prodotto dell'ulivo fallirà, i campi non daran più cibo, i greggi verranno a mancare negli ovili, e non ci saran più buoi nelle stalle;

3:18 ma io mi rallegrerò nell'Eterno, esulterò nell'Iddio della mia salvezza.

3:19 L'Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve, e mi farà camminare sui miei alti luoghi. Al Capo de' musici. Per strumenti a corda.


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