Epistola di S. Paolo Apostolo a Filemone, versione del 1607.

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1:1 PAOLO, prigione di Iesu Christo, e'l fratel Timoteo; al diletto, e compagno d'opera nostro, Filemone:

1:2 Et alla diletta Appia, & ad Archippo, nostro compagno di militia, & alla Chiesa che [è] in casa tua.

1:3 Gratia a voi, e pace, da Dio Padre nostro, e dal Signore Iesu Christo.

1:4 Io rendo gratie all'Iddio mio, facendo sempre di te memoria nelle mie orationi:

1:5 Udendo la tua carità, e la fede che hai inverso'l Signore Iesu, & inverso tutti i santi.

1:6 Accioche la comunion della tua fede sia efficace, in riconoscenza d'ogni bene che [è] in voi, inverso Christo Iesu.

1:7 Percioche noi habbiamo grande allegrezza, e consolatione della tua carità: conciò sia cosa che le viscere de' santi sieno state per te ricreate, fratello.

1:8 Per cio, benche io habbia molta libertà in Christo, di comandarti cio che è del dovere:

1:9 [Pur nondimeno], per la carità più tosto [ti] prego, essendo tale, come Paolo vecchio, & al presente anchora prigione di Iesu Christo;

1:10 Ti prego, [dico], per lo mio figliuolo Onesimo, ilquale io ho generato ne' miei legami.

1:11 Quel [che] già ti [fu] disutile, ma [che è] hora molto utile a te, & a me:

1:12 Ilquale io ho rimandato: hor tu accoglilo, cioè, le mie viscere.

1:13 Io lo voleva ritenere appresso di me, accioche in vece tua mi ministrasse ne' legami dell'Evangelio.

1:14 Ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere; accioche il tuo beneficio non fosse come per necessità, ma di spontanea volontà.

1:15 Percioche, forse per questa cagione è egli stato disgiunto [da te] per un breve tempo, accioche tu lo rihavessi in perpetuo;

1:16 Non più come servo, ma da più di servo, [come] caro fratello, a me sommamente: hor, quanto più a te, & in carne, e nel Signore?

1:17 Se dunque tu mi hai per consorte, accoglilo come me stesso.

1:18 Che se t'ha fatto alcun torto, o ti dee cosa alcuna, scrivi cio a mia ragione.

1:19 Io Paolo ho scritto [questo] di man propria: io [lo] pagherò: accioche io non ti dica, che tu mi dei te stesso.

1:20 Deh fratello, fammi [questo] prò nel Signore: ricrea le mie viscere nel Signore.

1:21 Io t'ho scritto, confidandomi della tua ubbidienza, sapendo che farai etiandio sopra cio che dico.

1:22 Hor'apparecchiami insieme anchora albergo: percioche io spero che per le vostre orationi vi sarò donato.

1:23 Epafra, prigione meco in Christo Iesu;

1:24 E Marco, & Aristarco, e Dema, e Luca, miei compagni d'opera, ti salutano.

1:25 La gratia del Signor nostro Iesu Christo [sia] con lo spirito vostro. Amen.


Fu scritta di Roma a Filemone, per Onesimo servo.
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