La II. Epistola di S. Paolo Apostolo a’ Corinti, versione del 1607.

Home-->Versioni Bibliche-->Tavola Bibbia Diodati 1607-->2 Corinti


1:1 PAOLO, Apostolo di Iesu Christo, per la volontà di Dio; e’l fratello Timoteo; alla Chiesa di Dio, che è in Corinto, con tutti i santi, che sono in tutta l'Acaia.

1:2 Gratia, e pace a voi, da Dio nostro Padre, e dal Signore Iesu Christo.

1:3 Benedetto [sia] Iddio, e Padre del nostro Signor Iesu Christo, il Padre delle misericordie, e l'Iddio d'ogni consolatione:

1:4 Ilquale ci consola in ogni nostra afflittione; accioche noi possiamo, con la consolatione, con laquale noi stessi siamo da Dio consolati, consolar coloro [che sono] in qualunque afflittione.

1:5 Percioche, sicome le passioni di Christo abbondano in noi; così anchora per Christo abbonda la nostra consolatione.

1:6 Hor, se siamo afflitti, [cio è] per la vostra consolatione e salute: e se altresì siamo consolati, [cio è] per la vostra consolatione, laquale opera efficacemente nella sofferenza delle medesime passioni, lequali anchora noi patiamo: e la nostra speranza intorno a voi [è] ferma.

1:7 Sapendo che, sicome siete partecipi delle passioni, così anchora [sarete partecipi] della consolatione.

1:8 Percioche, fratelli non vogliamo che ignoriate la nostra afflittione, che ci è avvenuta in Asia; come siamo stati sommamente gravati sopra le [nostre] forze; tal che siamo stati in gran dubbio, etiandio della vita.

1:9 Anzi havevamo già in noi stessi la sentenza della morte: accioche noi non ci confidiamo in noi stessi, ma in Dio, ilquale risuscita i morti:

1:10 Ilquale ci ha riscossi, e riscuote da cotanta morte; nelquale speriamo che anchora per l'avvenire ce [ne] riscoterà:

1:11 Sovvenendoci anchora voi con l'oratione: accioche, per la gratia fattaci per opera di molte persone, gratie sieno rendute per noi da molti.

1:12 Percioche questo è il nostro vanto; [cioè], la testimonianza della nostra coscienza che, con semplicità e sincerità di Dio, non con sapienza carnale, ma con la gratia di Dio, siamo conversati nel mondo, e vie più appo voi.

1:13 Percioche noi non vi scriviamo altre cose, senon quelle che discernete, overo anchora riconoscete: hor’io spero che [le] riconoscerete etiandio infin’al fine.

1:14 Sicome anchora ci havete in parte riconosciuti, [cioè], che noi siamo il vostro vanto, come altresì voi [siete] il nostro, nel giorno del Signor nostro Iesu Christo.

1:15 Et in questa confidanza io voleva prima venire a voi, accioche haveste una seconda gratia:

1:16 E, [passando] da voi, venire in Macedonia, e poi dinuovo di Macedonia venire a voi, e da voi essere accompagnato in Iudea.

1:17 Dunque, havendo cio diliberato, ho io pure usata leggerezza? overo, le cose che io dilibero, [le] dilibero io secondo la carne, tal che vi sia appo me, sì, sì, e nò, nò?

1:18 Hor, [come] Iddio [è] fedele, la nostra parola, che [è stata] inverso voi, non è stata sì, e nò.

1:19 Percioche il Figliuol di Dio, Iesu Christo, che è stato fra voi predicato da noi, [cioè], da me, da Silvano, e da Timoteo, non è stato sì, e nò: ma è stato sì, in lui.

1:20 Conciò sia cosa che le promesse di Dio tutte quante [sieno] in lui sì, & in lui Amen; a gloria di Dio, per noi.

1:21 Hor colui, che ci conferma, insieme con voi, in Christo; è’lquale ci ha unti, [è] Dio.

1:22 Ilquale anchora ci ha suggellati, e [ci] ha data l'arra dello Spirito ne’ nostri cuori.

1:23 Hor’io chiamo Iddio per testimonio sopra l'anima mia, che per risparmiarvi, non sono anchora venuto a Corinto. Non già che signoreggiamo la vostra fede; ma ci adoperiamo insieme per la vostra allegrezza: percioche voi state diritti per la fede.

2:1 Hor’io haveva diterminato appo me stesso, di non venire dinuovo a voi con contristamento.

2:2 Percioche, se io vi contristo, chi è pur colui che mi rallegri, senon colui che sarà stato da me contristato?

2:3 E questo istesso v’ho io scritto, accioche, quando io sarò venuto, io non habbia contristamento sopra cotristamento da coloro, da’ quali conveniva che havessi allegrezza; confidandomi di tutti voi, che la mia allegrezza è quella di tutti voi.

2:4 Percioche di grande afflittione, e distretta di cuore, vi scrissi con molte lagrime; non accioche foste contristati, ma accioche conosceste la carità che io ho abbondantissima inverso voi.

2:5 Che se alcuno ha contristato, non ha contristato me, anzi alquanto, per non aggravar[lo], voi tutti.

2:6 Al tale basta quella riprensione, che [gli è stata fatta] da molti.

2:7 Tal che, incontrario, più tosto vi [conviene] perdonar[gli], e consolar[lo]; che tal’hora il tale non sia assorto dalla troppa tristezza.

2:8 Per cio, io vi prego di ratificare inverso lui la carità.

2:9 Percioche a questo fine anchora v’ho scritto, accioche io conosca la pruova di voi, se siete ubbidienti ad ogni cosa.

2:10 Hor a chi voi perdonate alcuna cosa, [perdono] anch’io: percioche io anchora, se ho perdonata cosa alcuna, a chi l'ho perdonata, [l'ho fatto] per cagion vostra, nel cospetto di Christo; accioche noi non siamo soverchiati da Satana.

2:11 Percioche noi non ignoriamo le sue macchinationi.

2:12 Hor’essendo venuto in Troas, per [predicar] l'Evangelio di Christo, & essendomi aperta porta nel Signore, non ho havuta alcuna requie nello spirito mio, per non havervi trovato Tito, mio fratello.

2:13 Anzi, essendomi da loro accommiatato, me ne sono andato in Macedonia.

2:14 Hor ringratiato [sia] Iddio, ilquale fa che sempre trionfiamo in Christo, e manifesta per noi in ogni luogo l'odore della sua conoscenza.

2:15 Percioche noi siamo il buon’odore di Christo a Dio, fra coloro che sono salvati, e fra coloro che periscono.

2:16 A questi veramente, odor di morte a morte: ma a quelli, odor di vita a vita. (E chi è sufficiente a queste cose?)

2:17 Conciò sia cosa che non facciamo rivenderia della parola di Dio, come molti altri; ma come di sincerità, ma come da parte di Dio, parliamo in Christo, nel cospetto di Dio.

3:1 Cominciamo noi dinuovo a raccomandar noi stessi? overo, habbiamo noi bisogno, come alcuni, di lettere raccomandatorie a voi, o di raccomandatorie da parte vostra?

3:2 Voi siete la nostra lettera, scritta ne' cuori nostri, intesa, e letta da tutti gli huomini.

3:3 Essendo manifesto che voi siete la lettera di Christo, amministrata da noi, scritta, non con inchiostro, ma con lo Spirito dell'Iddio vivente; non in tavole di pietra, ma nelle tavole di carne del cuore.

3:4 Hor cotal confidanza habbiamo noi per Christo appo Iddio.

3:5 Non già che siamo da noi stessi sofficienti pur'a pensar cosa alcuna, come da noi stessi: ma la nostra sofficienza è da Dio:

3:6 Ilquale anchora ci ha renduti sofficienti [ad esser] ministri del nuovo testamento, non di lettera, ma di Spirito: conciò sia cosa che la lettera uccida, ma lo Spirito vivifichi.

3:7 Hor, se il ministerio della morte, [posto] in lettere, scolpito in pietre, fu glorioso; tal che i figliuoli d'Israel non potevano riguardar fiso nel volto di Moise, per la gloria del suo volto; (la quale però dovea essere annullata:)

3:8 Come non sarebbe maggiormente glorioso il ministerio dello Spirito?

3:9 Percioche, se il ministerio della condannattione [è stato] glorioso, molto più abbonderà in gloria il ministerio della giustitia.

3:10 Imperoche anchora cio che fu glorificato, non fu glorificato in questa parte, [cioè], rispetto alla più eccellente gloria.

3:11 Percioche, se quello che ha da essere annullato, [fu] con gloria; molto maggiormente [ha da esser] glorioso cio che ha da durare.

3:12 Dunque, havendo questa speranza, usiamo gran libertà di parlare.

3:13 E non [facciamo] come Moise, [ilquale] si metteva un velame in su la faccia; accioche i figliuoli d'Israel non riguardassero fiso nella fine di quello che haveva ad essere annullato.

3:14 Ma le lor menti sono indurate; conciò sia cosa che fin’ad hoggi, nella lettura del vecchio Testamento, l’istesso velame dimori non rimosso: (ilquale è annullato in Christo.)

3:15 Anzi, infin'al [dì] d'hoggi, quando si legge Moise, il velame è posto sopra’l cuor loro.

3:16 Ma, quando [Israel] si sarà convertito al Signore, il velame sarà rimosso.

3:17 Hor’il Signore è quello Spirito: e dove [è] lo Spirito del Signore, ivi è libertà.

3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa imagine, di gloria in gloria, come dallo Spirito del Signore.

4:1 Per cio, havendo questo ministerio, secondo che ci è stata fatta misericordia, noi non ci stanchiamo:

4:2 Anzi habbiamo rimossi via i nascondimenti della vergogna, non caminando con astutia, e non falsando la parola di Dio; ma raccomandando noi stessi appo ogni coscienza degli huomini, davanti a Dio, per la manifestatione della verità.

4:3 Che se pure anchora il nostro Evangelio è coperto, è coperto fra coloro che periscono:

4:4 Fra iquali l'Iddio di questo secolo ha accecate le menti degl'increduli; accioche il lume dell'Evangelio della gloria di Christo, ilquale è l'imagine dell'invisibile Iddio, non risplenda loro.

4:5 Conciò sia cosa che non predichiamo noi stessi, ma Christo Iesu, il Signore; e [che] noi [siamo] vostri servidori, per Iesu.

4:6 Percioche Iddio, che disse che la luce risplendesse dalle tenebre, [è quel] che è risplenduto ne' cuori nostri, per dar lume della conoscenza della gloria di Dio, nella faccia di Iesu Christo.

4:7 Hor noi habbiamo questo tesoro in vasi di terra, accioche l'eccellenza di questa potenza sia di Dio, e non da noi.

4:8 Essendo per ogni maniera afflitti, ma non distretti; perplessi, ma non ismarriti:

4:9 Perseguiti, ma non abbandonati; abbattuti, ma non perduti:

4:10 Portando del continuo nel [nostro] corpo la mortificazione del Signore Iesu; accioche anchora si manifesti la vita di Iesu nel nostro corpo.

4:11 Conciò sia cosa che noi, che viviamo, siamo del continuo esposti alla morte, per Iesu; accioche anchora la vita di Iesu si manifesti nella nostra carne mortale.

4:12 Tal che la morte opera in noi, ma la vita in voi.

4:13 Hor havendo noi l’stesso spirito della fede, secondo che è scritto, Io ho creduto, per cio ho parlato; noi anchora crediamo, per cio etiandio parliamo.

4:14 Sapendo che colui, che ha risuscitato il Signore Iesu, risusciterà noi anchora per Iesu, e ci farà comparir con voi.

4:15 Percioche tutte queste cose [sono] per voi; accioche la gratia, essendo abbondata, per lo ringratiamento di molti, soprabbondi alla gloria di Dio.

4:16 Per cio noi non ci stanchiamo: ma, avvengache il nostro huomo esterno si corrompa, pur si rinuova l'interno di giorno in giorno.

4:17 Percioche la leggier nostra afflittione, che è solo per un momento, ci produce un sopra modo eccellente peso eterno di gloria:

4:18 Non riguardando noi alle cose che si veggono, ma a quelle che non si veggono: conciò sia cosa che quelle che si veggono, [sieno] sol per un tempo; ma quelle, che non si veggono, [sieno] eterne.

5:1 Percioche noi sappiamo, che, se la nostra terrestre casa di questo tabernacolo è disfatta, habbiamo da Dio un’edificio, [che è] una casa fatta senza opera di mano, eterna ne' cieli.

5:2 Conciò sia cosa che in questo anchora sospiriamo, disiderando sommamente d'esser sopravestiti della nostra habitatione, che [è] celeste:

5:3 Se pure anchora saremo trovati vestiti, [e] non ignudi.

5:4 Percioche anchora [noi], che siamo in questo tabernacolo, sospiriamo aggravati: il perche, non disideriamo già d'essere spogliati, ma sopravestiti; accioche cio che è mortale sia assorto dalla vita.

5:5 Hor colui, che ci ha fatti a questo istesso, [è] Iddio; ilquale anchora ci ha data l'arra dello Spirito.

5:6 Dunque habbiamo sempre confidanza; e sappiamo che, dimorando come avveniticci nel corpo, siamo in pellegrinaggio, [assenti] dal Signore.

5:7 (Conciò sia cosa che caminiamo per fede, e non per veduta.)

5:8 Hor'habbiamo confidanza; e ci aggrada molto più di dipartir fuor del corpo, e d’andare ad habitar col Signore.

5:9 Per cio anchora procacciamo, e dimorando come avveniticci [nel corpo], e dipartendone fuori, d'essergli grati.

5:10 Conciò sia cosa che bisogni che noi tutti compariamo davanti al tribunal di Christo; accioche ciascun riceva [la retributione del]le cose che [havrà fatte] nel corpo, secondo cio che havrà operato, o bene, o male.

5:11 Dunque, conoscendo lo spavento del Signore, persuadiamo gli huomini, e siamo manifesti a Dio; hor’io spero che siamo manifesti etiandio alle vostre coscienze.

5:12 Percioche noi non ci raccomandiamo dinuovo a voi; ma vi diamo cagione di gloriarvi di noi; accioche habbiate [di che gloriarvi] inverso coloro, che si gloriano in sembiante, e non di cuore.

5:13 Imperoche se siamo fuor del senno, [lo siamo] a Dio; se altresì siamo in buon senno, [lo siamo] a voi.

5:14 Conciò sia cosa che l'amor di Christo ci stringa:

5:15 Havendo fatta questa ragione, che, se uno è morto per tutti, tutti adunque sono morti: e ch'egli è morto per tutti, accioche coloro che vivono, non vivano più per l'innanzi a se stessi, ma a colui che è morto, e risuscitato per loro.

5:16 Tal che noi, da quest'hora, non conosciamo alcuno secondo la carne; & avvengache havessimo conosciuto Christo secondo la carne, pur’hora non [lo] conosciamo più.

5:17 Dunque, se alcuno [è] in Christo, [è] nuova creatura: le cose vecchie son passate; ecco, tutte le cose son fatte nuove.

5:18 Hor’il tutto [è] da Dio, che ci ha riconciliati a se, per Iesu Christo, & ha dato a noi il ministerio della riconciliatione.

5:19 Conciò sia cosa che Iddio si riconciliò il mondo, in Christo, non imputando loro i lor falli; e puose in noi la parola della riconciliatione.

5:20 Noi adunque facciamo l'ambasciata per Christo [dicendo,] come se Iddio esortasse per noi, Vi preghiamo per Christo, siate riconciliati a Dio.

5:21 Percioche egli ha fatto [esser] peccato per noi, colui, che non ha conosciuto peccato; accioche noi fossimo fatti giustitia di Dio in lui.

6:1 Hor’essendo operai nell'opera [sua, v’]esortiamo anchora che non habbiate ricevuta la gratia di Dio in vano.

6:2 (Percioche egli dice, Io t’ho esaudito in tempo accettevole, e t’ho aiutato nel giorno della salute. Ecco, hora [è] il tempo accettevole: ecco, hora [è] il giorno della salute.)

6:3 Non dando intoppo alcuno in cosa veruna; accioche il ministerio non sia vituperato:

6:4 Anzi, raccomandando noi stessi in ogni cosa, come ministri di Dio; in molta sofferenza, in afflittioni, in necessità, in distrette;

6:5 In battiture, in prigioni, in turbamenti, in travagli, in vigilie, in digiuni:

6:6 In purità, in conoscenza, in patienza, in benignità, in ispirito santo, in carità non finta;

6:7 in parola di verità, in virtù di Dio: con armi di giustitia a destra, & a sinistra:

6:8 Per gloria, & ignominia; per buona fama, & infamia:

6:9 Come soduttori, e pur veraci; come sconosciuti, e pur riconosciuti; come morenti, e pure ecco viviamo; come gastigati, ma [pure] non messi a morte;

6:10 Come contristati, e pur sempre allegri; come poveri, e pure arricchendo molti; come non havendo nulla, e pure possedendo ogni cosa.

6:11 La nostra bocca è aperta inverso voi, o Corinti, il cuor nostro è allargato.

6:12 Voi non siete distretti in noi, ma ben siete distretti nelle vostre viscere.

6:13 Hor, per pari retributione, parlo come a figliuoli, allargatevi anchora voi.

6:14 Non v'accoppiate con gl'infedeli: percioche, che partecipatione [v'è] tra la giustitia, e l'iniquità? e che comunione [v'è] della luce con le tenebre?

6:15 E che convenienza [v'è] di Christo con Belial? o che parte ha il fedele con l'infedele?

6:16 E che accordo [v'è] del tempio di Dio con gl'idoli? conciò sia cosa che voi siate il tempio dell'Iddio vivente; sicome Iddio ha detto, Io habiterò fra loro, e vi caminerò: e sarò loro Dio, & essi mi saranno popolo.

6:17 Per cio, dipartitevi del mezo di loro, e separatevene; dice il Signore; e non toccate nulla d'immondo, & io v'accoglierò:

6:18 E vi sarò per padre, e voi mi sarete per figliuoli, e per figliuole: dice il Signore Onnipotente.

7:1 Havendo adunque queste promesse, carissimi, purghiamoci d'ogni contaminatione di carne, e di spirito, compiendo la [nostra] santificatione nel timor di Dio.

7:2 Dateci luogo in voi: noi non habbiamo fatto torto ad alcuno, non habbiamo corrotto alcuno, non habbiamo fatto il nostro profitto d'alcuno.

7:3 Io non [lo] dico a [vostra] condannatione: percioche già innanzi v'ho detto che voi siete ne' cuori nostri, da morire insieme, e da vivere insieme.

7:4 Io ho gran libertà di parlare appo voi, io ho molto di che gloriarmi di voi: io son ripieno di consolatione, io soprabbondo di letitia in tutta la nostra afflittione.

7:5 Conciò sia cosa che, essendo noi venuti in Macedonia, la nostra carne non habbia havuta requie alcuna, ma siamo stati afflitti in ogni maniera: difuori [vi sono stati], combattimenti, dentro spaventi.

7:6 Ma Iddio, che consola gli abbattuti, ci ha consolati per la venuta di Tito.

7:7 E non solo per la venuta di esso, ma anchora per la consolatione, dellaquale è stato consolato di voi: rapportandoci la vostra grande affettione, il vostro pianto, il vostro zelo per me: tal che mi sono vie più rallegrato.

7:8 Percioche, benche io v'habbia contristati in quell'epistola, [hora] non me ne pento, benche io me ne fossi pentito: conciò sia cosa che io vegga che quell'epistola, quantunque per un breve tempo, v'ha contristati.

7:9 Hora mi rallegro, non perche siete stati contristati, ma perche siete stati contristati a penitenza: percioche voi siete stati contristati secondo Iddio: tal che, in alcuna cosa non siete stati danneggiati da parte nostra.

7:10 Conciò sia cosa che il contristamento secondo Iddio produca penitenza a salute, dellaquale huom non si pente mai: ma il contristamento del mondo produce morte.

7:11 Percioche ecco, questo istesso, che voi siete stati contristati secondo Iddio, quanto studio ha prodotto in voi, anzi difesa, anzi indegnatione, anzi timore, anzi grande affettione, anzi zelo, anzi vendetta? per ogni maniera havete dimostrato che siete puri in questo affare.

7:12 Dunque, quantunque io v'habbia scritto, io non [l'ho fatto] ne per colui che ha fatta l'ingiuria, ne per colui a cui è stata fatta: ma, accioche fosse manifestato appo voi, davanti a Dio, lo studio nostro, che [habbiam] per voi.

7:13 Per cio, noi siamo stati consolati: & oltre alla nostra consolatione, vie più ci siamo rallegrati per l'allegrezza di Tito; percioche il suo spirito è stato ricreato da voi tutti.

7:14 [E] percioche, se mi sono appo lui gloriato di voi in cosa alcuna, non sono stato confuso: ma, sicome v'habbiamo parlato ogni cosa in verità; così anchora cio, di che ci eravamo gloriati a Tito, s'è trovato verità.

7:15 Et egli è vie più sviscerato inverso voi, ricordandosi dell'ubbidienza di voi tutti, come l'havete ricevuto con timore, e tremore.

7:16 Io mi rallegro che in ogni cosa mi posso confidar di voi.

8:1 Hor, fratelli, noi vi facciamo assapere la gratia di Dio, che è stata data nelle Chiese della Macedonia.

8:2 [Cioè,] che, in molta pruova d'afflittione, l'abbondanza della loro allegrezza, e la lor profonda povertà, è soprabbondata nelle ricchezze della lor semplicità.

8:3 Conciò sia cosa che, secondo il poter [loro], io [ne] rendo testimonianza, anzi sopra'l poter [loro, sieno stati] volenterosi:

8:4 Pregandoci, con molti conforti, che ricevessimo la gratia, e la comunione del ministerio, che [è] per li santi.

8:5 E non [hanno sol fatto], come speravamo: ma imprima si sono donati loro stessi al Signore, & a noi per voler di Dio.

8:6 Tal che habbiamo confortato Tito, che, come innanzi ha cominciato, così anchora compia appo voi etiandio questa gratia.

8:7 Ma, come voi abbondate in ogni cosa, in fede, & in parola, & in conoscenza, & in ogni studio, e nella carità vostra inverso noi; [fate] che abbondiate anchora in questa gratia.

8:8 Io non [lo] dico per comandamento; ma, per lo studio degli altri, facendo pruova anchora della sincerità della vostra carità.

8:9 Conciò sia cosa che voi conosciate la gratia del Signor nostro Iesu Christo; [cioè,] ch'egli, essendo ricco, s'è fatto povero per voi; accioche voi arricchiste per la sua povertà.

8:10 E do consiglio in questo: percioche questo è utile a voi, iquali, già dall'anno passato, cominciaste, non solo il fare, ma anchora il volere.

8:11 Hor, compiete al presente etiandio il fare: accioche, come [vi fu] la prontezza del volere, così anchora [vi sia] il compiere del [vostro] havere.

8:12 Percioche, se la prontezza dell'animo precede, altri è accettevole secondo cio ch'egli ha, e non secondo cio ch'egli non ha.

8:13 Conciò sia cosa che [questo] non [sia] accioche altri sieno agiati, e voi distretti: ma, per far par pari, al tempo presente la vostra abbondanza [supplisca] la loro inopia.

8:14 Accioche altresì la loro abbondanza supplisca la vostra inopia: affin che vi sia ugualità.

8:15 Secondo che è scritto, Chi [haveva raccolto Manna] assai, non n'hebbe di soverchio: e chi poco, non n'hebbe mancamento.

8:16 Hor, ringratiato sia Iddio, che ha messo nel cuor di Tito l'istesso studio per voi.

8:17 Conciò sia cosa ch'egli habbia accettata l'esortatione; & anche, essendo vie più studioso, s'è volenterosamente messo in camino, [per andare] a voi.

8:18 Hor noi habbiamo mandato con essolui il fratello, ilquale è lodato per tutte le Chiese, nell'Evangelio.

8:19 E non sol [questo]; ma anchora è stato per voti comuni dalle Chiese eletto, [per esser] nostro compagno nel viaggio [che habbiamo a fare] con questa gratia, che è da noi amministrata alla gloria del Signore istesso, e [per servire] alla prontezza dell'animo vostro.

8:20 Schifando noi questo, che niuno ci biasimi in questa abbondanza, che è da noi amministrata.

8:21 Procurando cose honeste, non solo nel cospetto del Signore, ma anchora nel cospetto degli huomini.

8:22 Hor'habbiamo mandato con essoloro il nostro fratello, ilquale habbiamo spesse volte, in molte cose, sperimentato essere studioso, & hora molto più, per la molta confidanza [che si ha] di voi.

8:23 Quanto è a Tito, [egli è] mio consorte, e compagno d'opera inverso voi: quanto è a' fratelli, [sono] Apostoli delle Chiese, gloria di Christo.

8:24 Dimostrate adunque inverso loro, nel cospetto delle Chiese, la dimostratione della vostra carità, e di cio che ci siamo gloriati di voi.

9:1 Percioche, del ministerio, che è per li santi, m'è soverchio scrivervene.

9:2 Conciò sia cosa che io conosca la prontezza dell'animo vostro, per laquale io mi glorio di voi appo i Macedoni, [dicendo] che l'Acaia è presta fin' dall'anno passato; e la gelosia di voi ne ha provocati molti.

9:3 Hor'io ho mandati questi fratelli, accioche il nostro vanto di voi non riesca vano in questa parte: affin che, come io dissi, siate presti.

9:4 Che tal'hora, se i Macedoni, venuti meco, v'havranno trovati non presti, non siamo svergognati noi, (per non dir voi) in questa ferma confidanza del [nostro] vanto.

9:5 Ho adunque reputato necessario d'esortare i fratelli, che andassero innanzi a voi, e prima dessero compimento alla già significata vostra benedittione; accioche quella fosse presta, pur come benedittione, e non come avaritia.

9:6 Hor questo [è], Chi semina scarsamente; altresì mieterà scarsamente: e chi semina liberalmente, altresì mieterà liberalmente.

9:7 Ciascun [faccia], come è diliberato nel cuor [suo], non di mala voglia, ne per necessità: percioche Iddio ama un donatore allegro.

9:8 Hor'Iddio [è] potente da fare abbondare in voi ogni gratia; accioche, havendo sempre, in ogni cosa, ogni sufficienza, abbondiate in ogni buona opera.

9:9 Sicome è scritto, Egli ha sparso, egli ha donato a' poveri: la sua giustitia dimora in eterno.

9:10 Hor colui, che fornisce di semenza il seminatore, e di pane da mangiare; ve [ne] fornisca, e multiplichi la vostra semenza, & accresca i frutti della vostra giustitia:

9:11 Essendo [voi] per ogni maniera arricchiti ad ogni semplicità, laquale, per opera nostra, fa che gratie sono rendute a Dio.

9:12 Conciò sia cosa che'l ministerio di questo ufficio non solo supplisca le necessità de' santi, ma anchora soprabbondi inverso Dio, per molti ringratiamenti:

9:13 Per la pruova di questo ministerio, glorificando essi Iddio di cio che vi sottoponete alla confession dell'Evangelio di Christo, e con semplicità comunicate con loro, e con tutti.

9:14 E portandovi essi, con pregar per voi, grande affettione, per l'eccellente gratia di Dio sopra voi.

9:15 Hor, ringratiato sia Iddio, del suo ineffabil dono.

10:1 Hor'io Paolo v'esorto per la benignità, e mansuetudine di Christo; [io dico], che fra voi [presente] in persona ben [sono] humile; ma, assente, sono animoso inverso voi.

10:2 E [vi] prego che, essendo presente, non mi convenga procedere animosamente con quella confidanza, per laquale io sono reputato essere audace, contro ad alcuni, che fanno stima di noi, come se caminassimo secondo la carne.

10:3 Conciò sia cosa che, caminando nella carne, non guerreggiamo secondo la carne.

10:4 Percioche l'armi della nostra guerra non [sono] carnali, ma potenti a Dio alla distruttion delle fortezze:

10:5 Sovvertendo i consigli, & ogni altezza, che s'eleva contro la conoscenza di Dio; e traendo ogni mente in cattività all'ubbidienza di Christo:

10:6 Et havendo presta la vendetta d'ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà compiuta.

10:7 Riguardate voi alle cose [che sono] in apparenza? se alcuno si confida in se stesso d'esser di Christo, reputi altresì da se medesimo questo, che, sicome egli [è] di Christo, così anchora noi [siamo] di Christo.

10:8 Percioche, benche io mi gloriassi anchora alquanto più della nostra podestà, che il Signore ci ha data, ad edificatione, e non a distruttion vostra, io non [ne] sarei svergognato.

10:9 Hor, che io non paia come se vi spaventassi per lettere.

10:10 Percioche, ben sono, dice [alcuno], le lettere gravi, e forti: ma la presenza del corpo [è] debole, e'l parlare dispregievole.

10:11 Il tale reputi questo, che, quali siamo assenti, in parole, per lettere; tali [siamo] anchora presenti, in fatti.

10:12 Percioche noi non osiamo aggiugnerci, ne paragonarci con alcuni di coloro, che si raccomandano loro stessi: ma essi, misurandosi per se stessi, e paragonandosi con se stessi, non hanno intendimento.

10:13 Ma noi, non ci glorieremo delle cose che non sono della [nostra] misura: anzi, secondo la proportione della regola della misura, che Iddio ci ha distribuita, [ci gloriamo] d'esser pervenuti etiandio fin'a voi.

10:14 Percioche noi non ci distendiamo oltra'l convenevole, come se non fossimo pervenuti infin'a voi: conciò sia cosa che siamo giunti etiandio fin' a voi con l'Evangelio di Christo.

10:15 Non gloriandoci delle cose che non sono della [nostra] misura; [cioè], delle fatiche altrui: ma, havendo speranza, che crescendo la fede vostra, saremo appo voi abbondantemente magnificati, secondo la nostra regola:

10:16 [E] che Evangelizzeremo ne' [luoghi], che, [sono] di là da voi; [e] che non ci glorieremo della regola altrui, di cose preparate.

10:17 Hor, chi si gloria, gloriisi nel Signore.

10:18 Conciò sia cosa che, non colui, che raccomanda se stesso, [sia] approvato; ma colui che'l Signore raccomanda.

11:1 Oh, quanto disidererei pure, che comportaste un poco la mia follia! anzi pure comportatemi.

11:2 Conciò sia cosa che io sia geloso di voi d'una gelosia di Dio: percioche io v'ho sposati ad un marito, per presentare una casta vergine a Christo.

11:3 Ma io temo, che, sicome il serpente sodusse Eva, con la sua astutia; così tal'hora le vostre menti non sieno corrotte, [e disviate] dalla semplicità, che [dee essere] inverso Christo.

11:4 Percioche, se colui che viene, predicasse un'altro Iesu, che noi non habbiamo predicato; o voi riceveste un'altro Spirito, che non havete ricevuto; od un'altro Evangelio, che non havete accettato; ben fareste di comportarlo.

11:5 Imperoche io stimo di non essere stato da niente meno de' sommi Apostoli.

11:6 Che se pure [sono] idiota nel parlare, non [lo son] già nella conoscenza: anzi, del tutto siamo stati manifestati appo voi in ogni cosa.

11:7 Ho io commesso peccato, in cio, che mi sono abbassato me stesso, accioche voi foste innalzati? in cio, che di grato v'ho evangelizzato l'Evangelio di Dio?

11:8 Io ho predate l'altre Chiese, prendendo salario [da loro], per servire a voi.

11:9 Et anche, essendo appresso di voi, & havendo bisogno, non sono stato neghittoso, a danno d'alcuno: percioche i fratelli, venuti di Macedonia, hanno supplito il mio mancamento: & in ogni cosa mi son conservato senza esservi grave, & anche [per l'avvenire] mi conserverò.

11:10 La verità di Christo è in me, che questo vanto non sarà turato in me nelle contrade dell'Acaia.

11:11 Perche? [forse] percioche io non v'amo: Iddio il sa.

11:12 Anzi cio, che io fo, [lo] farò anchora, per recidere l'occasione a coloro che disiderano occasione: accioche in cio, che si gloriano, sieno trovati quali noi anchora.

11:13 Percioche i cotali falsi Apostoli [sono] operari frodolenti, trasformandosi in Apostoli di Christo.

11:14 E non [è] maraviglia: percioche Satana istesso si trasforma in Angelo di luce.

11:15 Dunque, non [è] gran cosa, se anche i suoi ministri si trasformano, come se fossero ministri di giustitia: de' quali la fine sarà secondo le loro opere.

11:16 Io [il] dico dinuovo, Niuno mi stimi esser pazzo: se non, ricevetemi etiandio come pazzo; accioche io anchora mi glorij un poco.

11:17 Cio, che io ragiono in questa ferma confidanza di vanto, non [lo] ragiono secondo il Signore, ma come in pazzia.

11:18 Poi che molti si gloriano secondo la carne, io anchora mi glorierò.

11:19 Conciò sia cosa che voi, essendo savi, volentieri comportiate i pazzi.

11:20 Percioche, se alcuno vi riduce in servitù, se alcuno [vi] divora, se alcuno prende, se alcuno s'innalza, se alcuno vi percuote in su'l viso, voi [lo] comportate.

11:21 Io [lo] dico per vituperio, come se noi fossimo stati deboli: hor'in qualunque cosa alcuno è ardito, io [lo] dico in pazzia, sono ardito io anchora.

11:22 Sono eglino Ebrei? io anchora: sono eglino Israeliti? io anchora: sono eglino progenie d'Abraham? io anchora.

11:23 Sono eglino ministri di Christo? io parlo da pazzo, io [lo sono] più [di loro:] in travagli maggiormente, in battiture sopra modo, più in prigioni, in morti spesse volte.

11:24 Da' Iudei ho ricevuto cinque volte quaranta [battiture], manco una.

11:25 Io sono stato frustato tre volte, sono stato lapidato una volta, tre volte ho rotto in mare, sono dimorato un giorno, & una notte, nel profondo [mare].

11:26 Spesse volte [sono stato] in viaggi, in pericoli di fiumi, in pericoli di ladroni, in pericoli dalla [mia] natione, in pericoli da' Gentili, in pericoli in città, in pericoli in solitudine, in pericoli in mare, in pericoli fra falsi fratelli:

11:27 In fatica e travaglio; sovente in vegghie; in fame, & in sete; in digiuni spesse volte; in freddo, e nudità.

11:28 Oltr'alle cose, che [son] difuori, cio che mi si schiera contra tutto dì, [è] la sollecitudine [che io ho] di tutte le Chiese.

11:29 Che è infermo, che io anchora non sia infermo? chi è scandalezzato, che io non arda?

11:30 Se convien gloriarsi, io mi glorierò delle cose della mia infermità.

11:31 Iddio, e Padre del nostro Signore Iesu Christo, ilquale è benedetto in eterno, sa che io non mento.

11:32 In Damasco, il governatore del re Areta, haveva poste guardie nella città de' Damasceni, volendomi pigliare.

11:33 Ma io fui calato dal muro per una finestra, in una sporta: e [così] scampai dalle sue mani.

12:1 Certo, il gloriarmi non m'è ispediente: percioche io verrò alle visioni, e rivelationi del Signore.

12:2 Io conosco un'huomo in Christo, ilquale, sono già passati quattordici anni, fu rapito (se [fu] in corpo, o fuor del corpo, io no'l so, Iddio il sa:) fin'al terzo cielo.

12:3 E so che quel tale huomo (se [fu] in corpo, o fuor del corpo, io no'l so, Iddio il sa:)

12:4 Fu rapito in paradiso, & udì parole ineffabili, lequali non è lecito ad huomo alcuno di ragionare.

12:5 Io mi glorierò di quel tale: ma non mi glorierò di me stesso, senon nelle mie infermità.

12:6 Percioche, se vorrò gloriarmi, non però sarò pazzo: conciò sia cosa che dirò verità: ma io me ne rimango, accioche niuno stimi di me sopra cio ch'egli mi vede [essere], overo ode da me.

12:7 Et anche, accioche io non m'innalzassi sopra modo, per l'eccellenza delle rivelationi; m'è stato dato uno stimolo nella carne, un'Angelo di Satan, per darmi delle guanciate, accioche io non m'innalzi sopra modo.

12:8 Per la qual cosa ho pregato tre volte il Signore, che [quello] si dipartisse da me.

12:9 Ma egli m'ha detto, La mia gratia ti basta: percioche la mia virtù s'adempie in infermità: dunque, molto volentieri mi glorierò più tosto nelle mie infermità, accioche la virtù di Christo habiti sopra me.

12:10 Per cio, io mi diletto in infermità, in ingiurie, in necessità, in persecutioni, in distrette per Christo: percioche, quando io sono infermo, all'hora son forte.

12:11 Io son divenuto pazzo, gloriandomi: voi m'havete costretto: conciò sia cosa che da voi dovessi esser commendato: percioche io non sono stato da nulla meno de' sommi Apostoli, benche io non sia niente.

12:12 Certo i segni dell'Apostolo sono stati operati fra voi, in ogni sofferenza, in segni, e prodigi, e potenti operationi.

12:13 Percioche, in che siete voi stati da meno dell'altre Chiese, senon che io non sono stato neghittoso, a danno vostro? perdonatemi questo torto.

12:14 Ecco, questa [è] la terza volta, che io son presto a venire a voi, e non sarò neghittoso, a danno vostro: conciò sia cosa che io non cerchi le cose vostre, ma voi: percioche i figliuoli non deono ammassar tesoro a' genitori, ma i genitori a' figliuoli.

12:15 Et io molto volentieri spenderò, anzi sarò speso per l'anime vostre: quantunque, amandovi io vie più, sia meno amato.

12:16 Hor, sia [pur così], che io non v'habbia gravati: ma, essendo astuto, v'ho presi per fraude.

12:17 Ho io, per alcuno di coloro che ho mandato a voi, fatto profitto di voi?

12:18 Io ho pregato Tito, & ho con lui mandato questo fratello: ha Tito fatto profitto di voi? non siamo noi caminati d'un medesimo spirito? non [siamo noi caminati] per medesime pedate?

12:19 Pensate voi dinuovo, che noi vi parliamo a nostra difesa? noi parliamo davanti a Dio, in Christo: e tutte queste cose, diletti, per la vostra edificatione.

12:20 Percioche temo che tal'hora, quando sarò venuto, io non vi trovi quali disidero; e che io altresì sia da voi ritrovato quale non disiderate: [e] che tal'hora non [vi sieno] contese, gelosie, ire, risse, detrattioni, bisbigli, gonfiamenti, tumulti:

12:21 [E] che, venuto dinuovo, l'Iddio mio non m'humilij appo voi; e che io non pianga molti di coloro che innanzi hanno peccato, e non si sono ravveduti dell'immonditia, e della fornicatione, e della libidine, che hanno commessa.

13:1 Ecco, questa è la terza volta, che io vengo a voi: ogni cosa è confermata per la bocca di due, o di tre testimoni.

13:2 Già [l]'ho predetto, e [lo] predico, come presente dinuovo, &, assente, hora lo scrivo a coloro, che hanno innanzi peccato, & a tutti gli altri; che se io vengo dinuovo, non risparmierò:

13:3 Poi che voi cercate isperienza di Christo, che parla in me, ilquale inverso voi non è debole, ma è potente in voi.

13:4 Percioche, benche egli sia stato crocifisso per infermità, pur nondimeno vive per la potenza di Dio: e noi anchora siamo infermi in lui, ma viveremo con lui, per la potenza di Dio, inverso voi.

13:5 Provate voi stessi, se siete nella fede, fate isperienza di voi stessi: non vi riconoscete voi stessi, che Iesu Christo è in voi? se già non siete riprovati.

13:6 Et io spero che riconoscerete che noi non siamo riprovati.

13:7 Hor'io disidero appo Iddio, che voi non facciate alcun male; non, accioche appaia che noi siamo approvati, ma accioche voi facciate quel che è honesto; e noi siamo come riprovati.

13:8 Percioche noi non possiam nulla contro la verità, ma per la verità.

13:9 Conciò sia cosa che ci rallegriamo quando siamo infermi, e voi siete forti: hor questo anchora disideriamo, [cioè], il vostro ristoramento.

13:10 Per cio, scrivo queste cose, assente; accioche, presente, io non proceda rigidamente, secondo la podestà, laquale il Signore m'ha data, ad edificatione, e non a distruttione.

13:11 Del rimanente fratelli, rallegratevi, siate ristorati, siate consolati, habbiate un medesimo sentimento, state in pace, e l'Iddio della carità, e della pace, sarà con voi.

13:12 Salutatevi gli uni gli altri d'un santo bacio: tutti i santi vi salutano.

13:13 La gratia del Signor Iesu Christo, e la carità di Dio, e la comunion dello Spirito Santo, [sia] con tutti voi. Amen.
La seconda a' Corinti fu scritta da Filippi di Macedonia, per Tito, e Luca.
Vai ad inizio pagina.