1:1
Paolo, chiamato [ad essere] Apostolo di Iesu Christo, per la volontà
di Dio; el fratello Sostene:
1:2
Alla Chiesa di Dio, laquale [è] in Corinto, a' santificati in
Iesu Christo, chiamati [ad esser] santi, insieme con tutti coloro,
iquali in qualunque luogo invocano il nome del Signor nostro Iesu
Christo; [Signor, dico, e loro, e nostro:
1:3
Gratia, e pace a voi, da Dio nostro Padre, e dal Signor Iesu Christo.
1:4
Io del continuo rendo gratie allIddio mio, per cagion vostra,
della gratia di Dio, che vè stata data in Christo Iesu:
1:5
Conciò sia cosa che in lui siate stati arricchiti in ogni
cosa, in ogni [dono di] parola, & in ogni conoscenza.
1:6
Secondo che la testimonianza di Christo è stata confermata fra
voi.
1:7
Tal che non vi manca dono alcuno, aspettando la manifestatione del
Signor nostro Iesu Christo.
1:8
Ilquale etiandio vi confermerà infinal fine, [accioche
siate] senza colpa nel giorno del nostro Signore Iesu Christo.
1:9
Fedele [è] Iddio, dalquale siete stati chiamati alla comunion
del suo Figliuolo Iesu Christo, nostro Signore.
1:10
Hor, fratelli, io vesorto, per lo nome del nostro Signore Iesu
Christo, che habbiate tutti un medesimo parlare, e non sieno fra voi
divisioni; anzi siate uniti insieme in una medesima mente, & in
una medesima sentenza.
1:11
Percioche, fratelli miei, mè stato di voi significato da
que' di casa Cloe, che vi sono fra voi delle contentioni.
1:12
Hor questo dico io, che ciascun di voi dice, Io son di Paolo; &
io, dApollo; & io, di Cefa; & io, di Christo.
1:13
E Christo diviso? È Paolo stato crocifisso per voi?
overo, siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?
1:14
Io ringratio Iddio, che non ho battezzato alcun di voi, fuor che
Crispo, e Gaio.
1:15
Accioche alcuno non dica che io habbia battezzato nel mio nome.
1:16
Ho battezzata anchora la famiglia di Stefana: del rimanente, non so
se ho battezzato alcunaltro.
1:17
Percioche Christo non mha mandato per battezzare, ma per
evangelizzare; non in sapienza di parlare; accioche la croce di
Christo non sia renduta vana.
1:18
Percioche la parola della croce è ben pazzia a coloro che
periscono; ma a noi, che siamo salvati, è la potenza di Dio.
1:19
Conciò sia cosa che sia scritto, Io farò perir la
sapienza de savi, & annullerò l'intendimento
degl'intendenti.
1:20
Dove [è] alcun savio? dove [è] alcuno scriba? dove [è]
alcun disputator di questo secolo? non ha Iddio renduta pazza la
sapienza di questo mondo?
1:21
Percioche, poi che nella sapienza di Dio, il mondo non ha conosciuto
Iddio per la sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti
per la pazzia della predicatione.
1:22
Conciò sia cosa che & i Iudei chieggiano segno, & i
Greci cerchino sapienza.
1:23
Ma noi predichiamo Christo crocifisso, che è scandolo a
Iudei, e pazzia a Greci.
1:24
Ma a coloro che son chiamati, Iudei, e Greci, [predichiamo] Christo,
potenza di Dio, e sapienza di Dio.
1:25
Conciò sia cosa che la pazzia di Dio sia più savia che
gli huomini; e la debolezza di Dio più forte che gli huomini.
1:26
Percioche, fratelli, voi vedete la vostra vocatione; [cioè],
che non [siete] molti savi secondo la carne, non molti potenti, non
molti nobili:
1:27
Anzi Iddio ha scelte le cose pazze del mondo, per isvergognar le
savie: & Iddio ha scelte le cose deboli del mondo, per
isvergognar le forti:
1:28
Et Iddio ha scelte le cose ignobili del mondo, e le cose reputate per
nulla, e le cose che non sono, per ridurre al niente quelle che sono.
1:29
Accioche niuna carne si glorij nel cospetto suo.
1:30
Hor da lui voi siete in Christo Iesu, ilquale ci è stato fatto
da Dio sapienza, e giustitia, e santificatione, e redentione.
1:31
Accioche, sicome è scritto, Chi si gloria, si glorij nel
Signore.
2:1
Hor, quanto è a me, fratelli, quando venni a voi, venni, non
con eccellenza di parlare, o di sapienza, annuntiandovi la
testimonianza di Dio.
2:2
Percioche io aveva proposto di non sapere altro fra voi, senon Iesu
Christo, & esso crocifisso.
2:3
Et io sono stato appresso di voi con debolezza, e con timore, e gran
tremore.
2:4
El mio parlare, e la mia predicatione, non [è stata] con
parole persuasorie dell'humana sapienza, ma con dimostratione di
Spirito, e di potenza.
2:5
Accioche la vostra fede non sia in sapienza d'huomini, ma in potenza
di Dio.
2:6
Hor noi ragioniamo sapienza fra gli [huomini] compiuti: e sapienza,
non già di questo secolo, ne de' principi di questo secolo,
iquali sono distrutti.
2:7
Ma ragioniamo in misterio la sapienza di Dio, che è occulta,
laquale Iddio ha innanzi i secoli determinata a nostra gloria.
2:8
Laquale niuno de' principi di questo secolo ha conosciuta: percioche,
se l'havessero conosciuta, non havrebbero pur crocifisso il Signor
della gloria.
2:9
Ma [è] come è scritto, Quelle cose, che Iddio ha
preparate a coloro che l'amano, [son] quelle che occhio non ha
vedute, & orecchio non ha udite, e non son salite in cuor
d'huomo.
2:10
Ma Iddio [le] ha rivelate a noi per lo suo Spirito: percioche lo
Spirito investiga ogni cosa, etiandio le cose profonde di Dio.
2:11
Percioche, chi, fra gli huomini, conosce le cose dell'huomo, senon lo
spirito dell'huomo, che [è] in lui? così anchora, niuno
conosce le cose di Dio, senon lo Spirito di Dio.
2:12
Hor noi habbiamo ricevuto, non lo spirito del mondo, ma lo Spirito,
ilquale [è] da Dio, accioche conosciamo le cose che ci sono
state donate da Dio:
2:13
Lequali anchora ragioniamo, non con parole insegnate dalla sapienza
humana, ma insegnate dallo Spirito santo; adattando cose spirituali a
cose spirituali.
2:14
Hor l'huomo animale non comprende le cose dello Spirito di Dio;
percioche gli son pazzia: e non [le] può conoscere; conciò
sia cosa che si giudichino spiritualmente.
2:15
Ma lo spirituale giudica ogni cosa, & egli non è giudicato
da alcuno.
2:16
Percioche, chi ha conosciuta la mente del Signore, che lammaestri?
hor noi habbiamo la mente di Christo.
3:1 Hor io, fratelli, non ho potuto parlare a voi, come a spirituali;
anzi [vho parlato] come a carnali, [cioè], come a
fanciulli in Christo.
3:2
Io vho dato ber del latte, e non [vho dato] del cibo:
percioche voi non potevate anchora [portarlo]; anzi non pure hora
potete.
3:3
Conciò sia cosa che siate anchora carnali: percioche, poi che
fra voi vè invidia, contentione, e divisioni, non siete
voi carnali, e non caminate voi secondo l'huomo?
3:4
Percioche, quando l'un dice, Quanto è a me, io son di Paolo; e
l'altro: [Et] io d'Apollo; non siete voi carnali?
3:5
Dunque chi è Paolo? e chi [è] Apollo? senon ministri,
per liquali voi havete creduto, e [cio] secondo che il Signore ha
dato a ciascuno.
3:6
Io ho piantato, Apollo ha adacquato, ma Iddio ha fatto crescere.
3:7
Tal che, ne colui che pianta, ne colui che adacqua, non è
nulla; ma Iddio, che fa crescere.
3:8
Hor colui che pianta, e colui che adacqua, sono una medesima cosa:
hor ciascuno riceverà il suo proprio premio, secondo la sua
propria fatica.
3:9
Conciò sia cosa che siamo operai nell'opera di Dio: voi siete
il campo di Dio, l'edificio di Dio.
3:10
Io, secondo la gratia di Dio, che mè stata data, come
savio architetto, ho posto il fondamento; & altri vedifica
sopra: hor ciascun riguardi come egli vedifica sopra.
3:11
Percioche niuno può porre altro fondamento, che quello che è
stato posto, ilquale è Iesu Christo.
3:12
Hor, se alcuno edifica, sopra questo fondamento, oro, argento, pietre
pretiose; [overo], legna, fieno, stoppia;
3:13
L'opera di ciascuno sarà manifestata: percioche il giorno la
paleserà: conciò sia cosa che habbia ad essere
manifestata per fuoco: el fuoco farà la pruova qual sia
l'opera di ciascuno.
3:14
Se l'opera d'alcuno, laquale egli habbia edificata sopral
[fondamento], dimora, egli ne riceverà premio.
3:15
Se l'opera d'alcuno è arsa, egli [ne] farà perdita: ma
egli sarà salvato, per modo però, che [sarà]
come per lo fuoco.
3:16
Non sapete che voi siete il Tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio
habita in voi?
3:17
Se alcuno guasta il Tempio di Dio, Iddio guasterà lui:
percioche il Tempio del Signore è santo, ilquale siete voi.
3:18
Niuno inganni se stesso: se alcuno fra voi si pensa esser savio in
questo secolo, divenga pazzo, accioche [poi] diventi savio.
3:19
Percioche la sapienza di questo mondo è pazzia appo Iddio:
conciò sia cosa che sia scritto, [Egli è quel] che
prende i savi nella loro astutia.
3:20
Et altresì, Il Signore conosce i pensieri de' savi, [e sa] che
son vani.
3:21
Niuno adunque si glorij negli huomini: percioche ogni cosa è
vostra:
3:22
E Paolo, & Apollo, e Cefa, el mondo, e la vita, e la morte,
e le cose presenti, e le cose future; ogni cosa è vostra:
3:23
E voi [siete] di Christo, e Christo [è] di Dio.
4:1
Così faccia l'huomo stima di noi, come di ministri di Christo,
e di dispensatori de' misteri di Dio.
4:2
Del resto, si richiede ne' dispensatori, che ciascuno sia trovato
fedele.
4:3
Hor, quanto [è] a me, mè per cosa minima d'esser
giudicato da voi, o da alcuna giornata humana: anzi, non pur mi
giudico io stesso.
4:4
Percioche non mi sento nella coscienza colpevole di cosa alcuna: (ma
non già per questo sono giustificato:) ma il Signore è
quel che mi giudica.
4:5
Dunque, non giudicate nulla innanzi al tempo; [cioè], fin che
non sia venuto il Signore, ilquale metterà in luce le cose
occulte delle tenebre, e manifesterà i consigli de' cuori; &
allhora ciascuno riceverà la laude da Dio.
4:6
Hor, fratelli, io ho rivolte queste cose, per una cotal maniera di
parlare, in me, & in Apollo, per cagion vostra: accioche
impariate in noi di non esser savi sopra cio che è scritto:
affin di non gonfiarvi l'un per l'altro contro ad altrui.
4:7
Percioche, chi ti discerne? e, che hai tu, che non lhabbi
ricevuto? e, se pur [l]'hai ricevuto, perche ti glorij, come non
havendo[lo] ricevuto?
4:8
Già siete saziati, già siete arricchiti, [già]
siete divenuti rè senza noi: e fosse pur così, che voi
foste divenuti rè, accioche noi anchora regnassimo con voi.
4:9
Percioche io stimo che Iddio ci ha messi fuori in mostra, come
huomini dannati a morte; noi, [dico, che siamo] gli ultimi Apostoli:
conciò sia cosa che noi siamo stati fatti un pubblico
spettacolo al mondo, agli Angeli, & agli huomini.
4:10
Noi [siamo] pazzi per cagion di Christo, ma voi [siete] savi in
Cristo: noi [siamo] deboli, e voi [siete] forti: voi [siete]
gloriosi, e noi dishonorati.
4:11
Infin'ad hora sofferiamo fame, e sete, e nudità; e siamo
battuti di guanciate, & andiamo errando:
4:12
E ci affatichiamo, lavorando con le proprie mani: Ingiuriati,
benediciamo: perseguitati, comportiamo:
4:13
Biasimati, supplichiamo: noi siamo divenuti come le spazzature del
mondo, [e come] la lordura di tutti infinad hora.
4:14
Io non scrivo queste cose per farvi vergogna, ma [v]ammonisco
come miei cari figliuoli.
4:15
Percioche, avvengache aveste diecimila pedagoghi in Christo, non però
[havete] molti padri: conciò sia cosa che io vhabbia
generati in Christo Iesu, per l'Evangelio.
4:16
Dunque vesorto che siate miei imitatori.
4:17
Per questo vho mandato Timoteo, che è mio figliuol
diletto, e fedele nel Signore; ilquale vi rammemorerà le mie
vie, che [sono] in Christo, come io insegno per tutto in ogni Chiesa.
4:18
Horalcuni si son gonfiati, come se io non dovessi venire a voi.
4:19
Ma tosto verrò a voi, se il Signore lo vorrà; e
conoscerò, non il parlar di coloro che si son gonfiati, ma la
potenza.
4:20
Percioche il regno di Dio non [consiste] in parlare, ma in potenza.
4:21
Che volete? verrò io a voi con la verga; overo, con amore, e
con ispirito di mansuetudine?
5:1
Del tutto sode [che vè] fra voi fornicatione; e
tal fornicatione, che non pur fra i Gentili è nominata;
[cioè], che alcuno si tiene la moglie del padre.
5:2
E puranche voi siete gonfi, e più tosto non havete fatto
cordoglio, accioche colui, che ha commesso questo fatto, fosse tolto
del mezzo di voi!
5:3
Conciò sia cosa che io, come assente del corpo, ma presente
dello spirito, habbia già giudicato come presente, che colui,
che ha commesso cio in questa maniera;
5:4
(Nel nome del nostro Signor Iesu Christo, essendo raunati voi, e lo
spirito mio, con la podestà del Signor nostro Iesu Cristo:)
5:5
Che quel tale, [dico], sia dato in man di Satana, a distruttion della
carne, accioche lo Spirito sia salvato, per lo giorno del Signore
Iesu.
5:6
Il vostro vanto non [è] buono: non sapete voi che un poco di
lievito levita tutta la pasta?
5:7
Purgate adunque il vecchio lievito, accioche siate nuova pasta,
secondo che siete senza lievito: conciò sia cosa che la nostra
Pasqua, [cioè], Christo, sia stata sacrificata per noi.
5:8
Dunque, facciam la festa, non con vecchio lievito, ne con lievito di
malvagità, e di nequitia, ma con azimi di sincerità, e
di verità.
5:9
Io vho scritto nell'epistola, che voi non vi mescoliate co'
fornicatori.
5:10
Ma non già del tutto co' fornicatori di questo secolo, o con
gli avari, o co' rapaci, o con gl'idolatri: percioche vi converrebbe
pure uscir del mondo.
5:11
Ma hora io vi scrivo che non vi mescoliate [con tali]; [cioè],
che se alcuno, che si nomina fratello, [è] o fornicatore, o
avaro, o idolatro, o ebbriaco, o oltraggioso, o rapace, non pur
mangiate con un tale.
5:12
Percioche che ho io da far di giudicare que' di fuori? non giudicate
voi que' dentro?
5:13
Hor Iddio giudica que' di fuori: ma togliete il malvagio d'infra voi
stessi.
6:1
Ardisce alcun di voi, havendo qualche affare con unaltro,
venire a giudicio davanti agl'iniqui, e non davanti a' santi?
6:2
Non sapete voi, che i santi giudicheranno il mondo? e se il mondo è
giudicato per voi, siete voi indegni de' minimi giudicij?
6:3
Non sapete voi che noi giudicheremo gli Angeli? quanto più
[possiam giudicar] delle cose appartenenti a questa vita?
6:4
Dunque, se havete de piati per cose appartenenti a questa vita,
fate sedere [per giudicarne], coloro che son di niuna stima nella
Chiesa.
6:5
Io [lo] dico per farvi vergogna: Così non evvi alcun savio fra
voi, non pure uno, ilquale possa giudicare [di cosa che è] tra
un suo fratello [e l'altro?]
6:6
Ma, fratello con fratello piatisce; e cio davanti agl'infedeli.
6:7
Dunque, già vè del tutto del difetto in voi, che
havete delle liti gli uni con gli altri: perche non sofferite più
tosto che torto vi sia fatto? perche non ricevete più tosto danno?
6:8
Ma voi fate torto, e danno; e cio a fratelli.
6:9
Non sapete voi, che gl'ingiusti non herederanno il regno di Dio? Non
v'ingannate: ne i fornicatori, ne gl'idolatri, ne gli adulteri, ne i
molli, ne quelli che usano co' maschi;
6:10
Ne i ladri, ne gli avari, ne gli ebbriachi, ne gli oltraggiosi, ne i
rapaci, non herederanno il regno di Dio.
6:11
Hor tali eravate già alcuni: ma siete stati lavati, ma siete
stati santificati, ma siete stati giustificati, nel nome del Signore
Iesu, e per lo Spirito dell'Iddio nostro.
6:12
Ogni cosa mè lecita, ma ogni cosa non è utile:
ogni cosa mè lecita, ma non però sarò io
ridotto sotto alla podestà dalcuna cosa.
6:13
Le vivande [son] per lo ventre, el ventre per le vivande; &
Iddio ridurrà al niente e quello, e queste: ma il corpo non
[è] per la fornicatione, anzi per lo Signore; el Signore
per lo corpo.
6:14
HorIddio, come ha risuscitato il Signore, così anchora
risusciterà noi, per la sua potenza.
6:15
Non sapete voi, che i vostri corpi son membra di Christo? torrò
io adunque le membra di Christo, e faronne membra d'una meretrice?
[Così] non sia.
6:16
Non sapete voi, che chi si congiunge con una meretrice è uno
istesso corpo [con essa?] percioche i due, dice [il Signore],
diverranno una istessa carne.
6:17
E che chi è congiunto col Signore, è uno istesso
Spirito [con lui?]
6:18
Fuggite la fornicatione: ogni altro peccato, che l'huomo commetta, è
fuor del corpo: ma chi fornica, pecca contral suo proprio
corpo.
6:19
Non sapete voi, che il vostro corpo è tempio dello Spirito
santo, che [è] in voi, ilquale havete da Dio; e che non siete
a voi stessi?
6:20
Conciò sia cosa che siate stati comperati con prezzo:
glorificate adunque Iddio col vostro corpo, e col vostro spirito,
iquali sono di Dio.
7:1 Hor, quanto è alle cose, dellequali mhavete scritto,
[sarebbe] ben per l'huomo di non toccar donna.
7:2
Ma, per le fornicationi, ogni huomo habbia la sua propria moglie, &
ogni donna il suo proprio marito.
7:3
Il marito renda alla moglie la dovuta benivoglienza, e parimente la
moglie al marito.
7:4
La moglie non ha in sua podestà il suo proprio corpo, ma il
marito: parimente anchora il marito non ha in sua podestà il
suo proprio corpo, ma la moglie.
7:5
Non frodate l'un l'altro, se pur non è di consentimento, per
un tempo, per vacare a digiuno, & ad oratione: poi dinuovo
tornate a stare insieme, accioche Satana non vi tenti per la vostra
incontinenza.
7:6
Hor io dico questo per concessione, non per comandamento.
7:7
Percioche io vorrei che tutti gli huomini fossero come [sono] io: ma
ciascuno ha il suo proprio dono da Dio; l'uno in una maniera, l'altro
in un'altra.
7:8
Horio dico a quelli che non son maritati, & alle vedove,
che è ben per loro che se ne stieno come [me ne sto] io
anchora.
7:9
Ma, se non si contengono, maritinsi: percioche meglio è
maritarsi, che ardere.
7:10
Hor amaritati ordino, non io, ma il Signore, che la moglie non
si separi dal marito:
7:11
E se pure si sarà separata, rimanga senza maritarsi, o si
riconcilij col marito e che il marito non lasci la moglie.
7:12
Ma agli altri dico io, non il Signore, Se alcun fratello ha moglie
infedele, & ella consente dhabitar con lui, non lascila.
7:13
Parimente anchora, se una donna ha marito infedele, & egli
consente dhabitar con lei, non lascilo.
7:14
Percioche il marito infedele è santificato nella moglie, e la
moglie infedele è santificata nel marito: altrimenti, i vostri
figliuoli sarebbero immondi: ma hora sono santi.
7:15
Che se l'infedele si separa, separisi: in cotal caso il fratello, o
la sorella, non è sottoposto a servitù: ma Iddio ci ha
chiamati a pace.
7:16
Percioche, che sai tu, moglie, se tu salverai il marito? overo tu,
marito, che sai se tu salverai la moglie?
7:17
Se non, secondo che Iddio ha distribuito a ciascuno, secondo che il
Signore ha chiamato ciascuno, così camini: e così
ordino io in tutte le Chiese.
7:18
E alcuno stato chiamato, [essendo] circunciso? non ritraggasi
[il preputio]: è alcuno stato chiamato, [essendo] nel
preputio? non circuncidasi.
7:19
La circuncisione è nulla, el prepuzio è nulla: ma
[il tutto è] l'osservanza de comandamenti a Dio.
7:20
Ciascuno rimanga in quella vocatione, nellaquale è stato
chiamato.
7:21
Sei tu stato chiamato, [essendo] servo? non curartene: (ma, se pure
puoi divenir libero, usa più tosto [quella commodità].)
7:22
Percioche colui, che è chiamato nel Signore, [essendo] servo,
è servo francato del Signore: parimente anchora colui, che è
chiamato, [essendo] libero, è servo di Christo.
7:23
Voi siete stati comperati con prezzo, non divenite servi degli
huomini.
7:24
Fratelli, ogniun rimanga appo Iddio in ciò, che egli è
stato chiamato.
7:25
Hor, intorno alle vergini, io non ne ho comandamento dal Signore; ma
ne do avviso, come havendo per misericordia dal Signore ottenuto
d'esser degno di fede.
7:26
Io stimo adunque questo esser bene per la soprastante necessità;
esser, [dico], bene per lhuomo di starsene così.
7:27
Sei tu legato a moglie? non cercar d'esserne sciolto: sei tu sciolto
da moglie? non cercar moglie.
7:28
Che se pure anchora avrai presa moglie, non hai peccato: e se la
vergine si sarà maritata, non ha peccato: ma questi tali
havranno tribolatione nella carne: ma io vi risparmio.
7:29
Hor questo dico, fratelli, che il tempo è per linnanzi
abbreviato: accioche, e coloro che hanno moglie, sieno come se non
[le] havessero:
7:30
E coloro che piangono, come se non piangessero: e coloro che si
rallegrano, come se non si rallegrassero: e coloro che comperano,
come se non possedessero:
7:31
E coloro che usano questo mondo, come non abusandolo: percioche la
figura di questo mondo passa.
7:32
Hor'io disidero che voi siate senza sollecitudine: chi non è
maritato, ha cura delle cose del Signore, come egli sia per piacere
al Signore.
7:33
Ma colui, che è maritato, ha cura delle cose del mondo, come
egli sia per piacere alla sua moglie: egli è diviso.
7:34
Il medesimo è della donna, e della vergine: quella, che non è
maritata, ha cura delle cose del Signore, accioche sia santa di
corpo, e di spirito: ma quella, che è maritata, ha cura delle
cose del mondo, come ella sia per piacere al marito.
7:35
Hor, questo dico io per la vostra propria commodità: non per
mettervi addosso un laccio, ma per cio che è decente, e
convenevole da attenervi costantemente al Signore, senza esser
distratti.
7:36
Ma, se alcuno stima far cosa dishonorevole inverso la sua vergine, se
ella trapassa il fior dell'età, e che così pur si debba
fare, faccia cio ch'egli vuole, non pecca, sieno maritate.
7:37
Ma, chi stà fermo nel [suo] cuore, non havendo necessità,
& ha podestà intorno al suo volere, & ha determinato
questo nel cuor suo, [cioè], di guardar la sua vergine, fa
bene.
7:38
Per cio, chi marita la sua vergine, fa bene: e chi non la marita, fa
meglio.
7:39
La moglie è legata per la Legge, tuttol tempo chel
suo marito vive: ma, sel marito muore, ella è libera di
maritarsi a cui vuole, pur che nel Signore.
7:40
Nondimeno, ella è più felice, secondo il mio avviso, se
rimane così: hor, penso d'havere anch'io lo Spirito di Dio.
8:1
Hor, quanto è alle cose sacrificate agl'idoli, noi sappiamo
che tutti habbiamo conoscenza: la conoscenza gonfia, ma la carità
edifica.
8:2
Hor, se alcuno si pensa saper qualche cosa, non sa anchora nulla,
come si convien sapere.
8:3
Ma, se alcuno ama Iddio, esso è da lui conosciuto.
8:4
Dunque, quanto è al mangiar delle cose sacrificate agl'idoli,
noi sappiamo che l'idolo non è nulla nel mondo, e che non
[vè] alcunaltro Dio, senon uno.
8:5
Percioche, benche sieno, & in cielo, & in terra, di quelli
che sono detti dij; (secondo che vi sono molti dij, e molti signori:)
8:6
Pure, a noi [è] un [solo] Iddio, il Padre, dalquale [sono]
tutte le cose, e noi in lui: & un solo Signore Iesu Christo, per
loquale [sono] tutte le cose, e noi per lui.
8:7
Ma non in tutti [è] la conoscenza: anzi alcuni mangiano
[quelle cose] infin'ad hora con coscienza dell'idolo, come cosa
sacrificata all'idolo: e la lor coscienza, essendo inferma, [è]
contaminata.
8:8
Horil mangiare non ci commenda a Dio: percioche, avvengache
mangiamo, non habbiamo però vantaggio alcuno; &,
avvengache non mangiamo, non però ci manca nulla.
8:9
Ma, guardate che talhora questa vostra podestà non
divenga intoppo a coloro che sono infermi.
8:10
Percioche, se alcuno vede te, che hai conoscenza, essere a tavola
nella stanza degl'idoli, non sarà la coscienza di esso, che è
infermo, edificata a mangiar delle cose sacrificate agl'idoli?
8:11
Onde, per la tua conoscenza, perirà il fratello infermo, per
cui Christo è morto?
8:12
Hor, peccando così contro a' fratelli, e ferendo la lor
coscienza inferma, voi peccate contra Christo.
8:13
Per laqual cosa, se il mangiare dà intoppo al mio fratello, io
non mangerò giammai in perpetuo carne, accioche io non dia
intoppo al mio fratello.
9:1
NON sono io Apostolo? non sono io libero? non ho io veduto il nostro
Signore Iesu Christo? non siete voi l'opera mia nel Signore?
9:2
Se non sono Apostolo agli altri, pur lo sono a voi: conciò sia
cosa che voi siate il suggello del mio Apostolato, nel Signore.
9:3
Questo è quel ch'io dico a mia difesa a coloro che fanno
inquisition di me.
9:4
Non habbiamo noi podestà di mangiare, e di bere?
9:5
Non habbiamo noi podestà di menare attorno una donna sorella,
come anchora gli altri Apostoli, & i fratelli del Signore, e
Cefa?
9:6
Overo, io solo, e Barnaba, non habbiamo podestà di non
lavorare?
9:7
Chi guerreggia mai al suo proprio soldo? chi pianta una vigna, e non
mangia del frutto di essa? o, chi pastura una greggia, e non mangia
del latte della greggia?
9:8
Dico io queste cose secondo l'huomo? non dice queste cose etiandio la
Legge?
9:9
Conciò sia cosa che nella Legge di Moise sia scritto, Non
metter la museruola in bocca al bue che trebbia. Ha Iddio cura de
buoi?
9:10
Overo, dice egli pur del tutto [cio] per noi? certo, [queste cose]
sono scritte per noi: percioche, chi ara, dee arare con isperanza: e
chi trebbia [dee trebbiare] con isperanza d'esser fatto partecipe
della sua speranza.
9:11
Se noi vhabbiamo seminate le cose spirituali, è egli
gran cosa, se mietiamo le vostre carnali?
9:12
Se gli altri sono partecipi di questa podestà sopra voi, non
[siamolo] molto più noi? ma noi non habbiamo usata questa
podestà; anzi sofferiamo ogni cosa, per non dare alcuno sturbo
all'Evangelio di Christo.
9:13
Non sapete voi che coloro, che sadoperano alle cose sacre,
mangiano [delle cose] del Tempio? [e] che coloro, che vacano
all'altare, partecipano con l'altare?
9:14
Così anchora ha il Signore ordinato che coloro, che annuntiano
l'Evangelio, vivano dell'Evangelio.
9:15
Ma pure io non ho usata alcuna di queste cose: & anche non ho
scritto queste cose, accioche così sia fatto inverso me:
percioche, meglio è per me morire, che non che alcuno renda
vano il mio vanto.
9:16
Percioche, avvengache io evangelizzi, non ho però da
gloriarmi: conciò sia cosa che necessità me ne sia
imposta: e guai a me, se io non evangelizzo.
9:17
Percioche, se io fo cio volontariamente, ne ho premio: ma, se [lo fo]
malgrado mio, [pur] me [ne] è commessa la dispensatione.
9:18
Qual premio [ne] ho io adunque? [questo], che, predicando
l'Evangelio, io faccia che l'Evangelio di Christo non costi nulla;
per non abusar la mia podestà, nell'Evangelio.
9:19
Percioche, benche io sia libero da tutti, pur mi son fatto servo a
tutti, per guadagnare i più.
9:20
E mi son fatto a' Iudei come Iudeo, per guadagnare i Iudei: a coloro
[che sono] sotto la Legge, come [se io fossi] sotto la Legge, per
guadagnar coloro [che sono] sotto la Legge:
9:21
A coloro che sono senza la Legge, come se [io fossi] senza la Legge,
(benche io non sia a Dio senza la Legge, ma a Christo sotto la
Legge:) per guadagnare coloro che sono senza la Legge.
9:22
Io mi son fatto come infermo a glinfermi, per guadagnar
glinfermi: a tutti mi son fatto ogni cosa, per salvarne del
tutto alcuni.
9:23
Hor fo questo per l'Evangelio, accioche ne sia partecipe io anchora.
9:24
Non sapete voi, che coloro che corrono nell'arringo, corrono ben
tutti, ma un solo riceve il palio? correte per modo, che otteniate.
9:25
Hor, chiunque lotta, è temperato in ogni cosa: e cotali [fanno
cio], per ricevere una corona corruttibile: ma noi [dobbiam farlo per
riceverne] una incorruttibile.
9:26
Io dunque corro per modo, che non [corro] all'incerto: così
schermisco, come non battendo l'aria.
9:27
Anzi, macero il mio corpo, e [lo] riduco in servitù: accioche
talhora, havendo predicato agli altri, io stesso non divenga
disaccettevole.
10:1
Hor, fratelli, io non voglio che ignoriate che i nostri padri furono
tutti sotto la nuvola, e tutti passarono per lo mare,
10:2
E tutti furono battezzati in Moise, nella nuvola, e nel mare:
10:3
E tutti mangiarono il medesimo cibo spirituale:
10:4
E tutti bevvero la medesima bevanda spirituale: percioche bevevano
della pietra spirituale, che [gli] seguitava: hor la pietra era
Christo.
10:5
Ma Iddio non gradì la maggior parte di loro: percioche furono
abbattuti nel diserto.
10:6
Hor queste cose furono figure nostre, accioche noi non siamo
appetenti di cose malvage, sicome anch'essi [le] appetirono.
10:7
E non diveniate idolatri, come alcuni di loro: secondo che è
scritto, Il popolo sassettò per mangiare, e per bere,
poi si levò su per sollazzare:
10:8
E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono, onde [ne] caddero
in un giorno ventitremila:
10:9
E non tentiamo Christo, come anchora alcuni di loro [lo] tentarono,
onde perirono per li serpenti:
10:10
E non mormoriate, come anchora alcuni di loro mormorarono, onde
perirono per lo distruttore.
10:11
Hor tutte queste cose avvenivano loro in figure: e sono scritte per
ammonition di noi, ne' quali si sono scontrati gli ultimi secoli.
10:12
Tal che, chi si pensa star diritto, riguardi che non caggia.
10:13
Tentatione non vha presi, senon humana: hor Iddio [è]
fedele, ilqual non lascerà che siate tentati sopra cio che
potete: ma, insieme con la tentatione, opererà l'uscita,
accioche [la] possiate sostenere.
10:14
Per cio, cari miei, fuggite dall'idolatria.
10:15
Io parlo come ad intendenti: giudicate voi cio che io dico.
10:16
Il calice della benedittione, ilquale noi benediciamo, non è
egli la comunione del sangue di Christo? il pane, che noi rompiamo,
non è egli la comunione del corpo di Christo?
10:17
Percioche [vè] un [medesimo] pane, [noi, che siamo]
molti, siamo un [medesimo] corpo: conciò sia cosa che
partecipiamo tutti dun [medesimo] pane.
10:18
Riguardate l'Israel secondo la carne: non hanno coloro, che mangiano
i sacrificij comunione con l'altare?
10:19
Che dico io adunque? che l'idolo sia qualche cosa? o che cio, che è
sacrificato agl'idoli sia qualche cosa?
10:20
Anzi [dico], che le cose, che i Gentili sacrificano, [le] sacrificano
a' demoni, e non a Dio: hor'io non voglio che veniate ad haver
comunione co' demoni.
10:21
Voi non potete bere il calice del Signore, el calice de'
demoni: voi non potete partecipar della mensa del Signore, e della
mensa de' demoni.
10:22
Vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? siamo noi più
forti di lui?
10:23
Ogni cosa mè lecita, ma non ogni cosa è utile:
ogni cosa mè lecita, ma non ogni cosa edifica.
10:24
Niuno cerchi il suo proprio, ma ciascuno [cerchi] cio che è
per altrui.
10:25
Mangiate di tutto cio che si vende nel macello, non informandovene
punto per la coscienza.
10:26
Percioche del Signore [è] la terra, e tutto cio chella
contiene.
10:27
E se alcuno degl'infedeli vi chiama, e volete andarvi, mangiate di
tutto cio che vè posto davanti, non domandandone punto
per la coscienza.
10:28
Ma, se alcuno vi dice, Questo è cosa sacrificata agl'idoli;
non ne mangiate, per cagion di colui che [ve l]ha significato,
e per la coscienza:
10:29
Hor dico la coscienza, non la tua propria, ma quella d'altrui:
percioche, perche sarebbe la mia libertà giudicata dalla
coscienza altrui?
10:30
Che se io partecipo [i cibi] per gratia, perche son biasimato per
cio, di che io rendo gratie?
10:31
Dunque, o che mangiate, o che beviate, o che facciate alcuna altra
cosa, fate tutto alla gloria di Dio.
10:32
Siate, senza dare intoppo, & a' Iudei, & a' Greci, & alla
Chiesa di Dio:
10:33
Sicome io anchora compiaccio a tutti in ogni cosa, non cercando la
mia propria utilità, ma quella di molti, accioche sieno
salvati:
11:2
Horio vi laudo, fratelli, di cio che vi ricordate dogni
cosa mia; e che ritenete gli ordinamenti, secondo che io ve gli ho
ordinati.
11:3
Ma io voglio che sappiate, che il capo d'ogni huomo è Christo,
e che il capo della donna [è] l'huomo; e che il capo di
Christo [è] Iddio.
11:4
Ogni huomo, orando, o profetizzando, col capo coperto, fa vergogna al
suo capo.
11:5
Ma ogni donna, orando, o profetizzando, col capo scoperto, fa
vergogna al suo capo: percioche è una medesima cosa, che se
fosse rasa.
11:6
Imperoche, se la donna non si vela, tondasi anchora: che se egli è
cosa dishonesta alla donna desser tonduta, o rasa, velisi.
11:7
Conciò sia cosa che, quanto è all'huomo, egli non debba
velarsi il capo, essendo l'imagine, e la gloria di Dio: ma la donna è
la gloria dell'huomo.
11:8
Percioche l'huomo non è dalla donna, ma la donna dall'huomo.
11:9
Imperoche anchora l'huomo non fu creato per la donna, ma la donna per
l'huomo.
11:10
Per cio, la donna dee, per cagion degli Angeli, havere in sul
capo [il segnale del]la podestà, [allo quale è
sottoposta].
11:11
Nondimeno, ne l'huomo [è] senza la donna, ne la donna senza
l'huomo, nel Signore.
11:12
Percioche, sicome la donna [è] dall'huomo, così anchora
l'huomo [è] per la donna: & ogni cosa [è] da Dio.
11:13
Giudicate fra voi stessi: è egli convenevole che la donna, non
velata, faccia oratione a Dio?
11:14
Non v'insegna la natura stessa, che è dishonore all'huomo, se
egli porta chioma?
11:15
Ma, se la donna porta chioma, che [cio] le è honore? conciò
sia cosa che la chioma le sia data per velame.
11:16
Hor, se alcuno pare esser contentioso, noi: non habbiamo cotale
usanza, ne le Chiese di Dio.
11:17
Horio non vi laudo in questo, che io [vi] dichiaro, [cioè],
che vi raunate non in meglio, ma in peggio.
11:18
Percioche, prima, intendo che, quando vi raunate nella Chiesa, vi
sono fra voi delle divisioni; e ne credo qualche parte.
11:19
Conciò sia cosa che bisogni che vi sieno etiandio dellheresie
fra voi; accioche coloro, che sono accettevoli, sieno fatti manifesti
fra voi.
11:20
Quando adunque vi raunate insieme, [cio che voi fate], non è
mangiar la Cena del Signore.
11:21
Percioche, ciascuno, nel mangiare, prende innanzi la sua propria
cena: e l'uno ha fame, e l'altro è ebbro.
11:22
Non havete pur delle case, per mangiare, e per bere? overo, sprezzate
voi la Chiesa di Dio, e svergognate que che non hanno? che
dirovvi? lauderovvi in cio? io non vi laudo.
11:23
Conciò sia cosa che io habbia dal Signore ricevuto, cio che
anchora vi ho dato: percioche il Signore Iesu, nella notte, che fu
tradito, prese del pane;
11:24
E, dopo haver rendute gratie, lo ruppe, e disse, Pigliate, mangiate:
questo è il mio corpo, ilquale per voi è rotto: fate
questo in rammemoratione di me.
11:25
Parimente anchora il calice, dopo haver cenato, dicendo, Questo
calice [è] il nuovo testamento nel sangue mio: fate questo,
ogni volta che voi [ne] berete, in rammemoration di me.
11:26
Percioche, ogni volta che voi havrete mangiato di questo pane, e
bevuto di questo calice, voi annuntiate la morte del Signore, fin
chegli sia venuto.
11:27
Tal che, chi havrà mangiato questo pane, o bevuto il calice
del Signore, indegnamente, sarà colpevole del corpo, e del
sangue del Signore.
11:28
Hor pruovi l'huomo se stesso, e così mangi di questo pane, e
bea di questo calice.
11:29
Conciò sia cosa che chi [ne] mangia, e bee indegnamente,
mangi, e bea condannatione a se stesso, non discernendo il corpo del
Signore.
11:30
Perciò fra voi [sono] molti infermi, e malati; e molti
dormono.
11:31
Percioche, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati.
11:32
Horessendo giudicati, siamo dal Signore corretti, accioche non
siamo condannati col mondo.
11:33
Dunque, fratelli miei, raunandovi per mangiare, aspettatevi gli uni
gli altri.
11:34
Ma, se alcuno ha fame, mangi in casa; accioche non vi rauniate in
giudicio. Hor, quanto è allaltre cose, io [ne] disporrò,
quando sarò venuto.
12:1
Horintorno a' [doni] spirituali, fratelli, io non voglio che
siate in ignoranza.
12:2
Voi sapete che eravate Gentili, trasportati dietro agl'idoli mutoli,
secondo che eravate menati.
12:3
Percio, io vi fo assapere che niuno, parlando per lo Spirito di Dio,
dice Iesu [essere] anatema; e che altresì niuno puo dire Iesu
[essere] il Signore, senon per lo Spirito Santo.
12:4
Hor vi sono differenze di doni: ma lo Spirito [è] lo stesso.
12:5
Vi sono anchora differenze di ministeri: ma il Signore [è] lo
stesso.
12:6
Vi sono parimente differenze d'operationi: ma Iddio, ilquale opera
tutte le cose in tutti, [è] lo stesso.
12:7
Hora ciascuno è data la manifestatione dello Spirito per
cio che è utile.
12:8 Conciò sia cosa
che ad uno sia data, per lo Spirito, parola di sapienza; & ad
unaltro, secondo il medesimo Spirito, parola di conoscenza:
12:9 Et ad unaltro, fede, per lo medesimo Spirito; & ad unaltro, i doni delle
guarigioni, per lo medesimo Spirito; & ad unaltro,
l'operare potenti operationi; & ad unaltro, profetia; &
ad unaltro, il discernere gli spiriti:12:10
Et adun altro, [diverse] maniere di lingue; & ad unaltro,
l'interpretation delle lingue.
12:11
Hor tutte queste cose opera quell'uno, e quellistesso Spirito,
distribuendo particolarmente a ciascuno, come egli vuole.
12:12
Percioche, sicome il corpo è un [solo], & ha molte membra,
e pur tutte le membra di quelluno corpo, benche sieno molte,
sono uno istesso corpo; così anchora [è] Christo.
12:13
Conciò sia cosa che per uno istesso Spirito noi tutti siamo
stati battezzati in un medesimo corpo; e Iudei, e Greci; e servi, e
franchi: e tutti siamo stati abbeverati in un medesimo Spirito.
12:14
Percioche anchora il corpo non è un [sol] membro, ma molti.
12:15
Se il piè dice, Percioche io non son mano, io non son del
corpo; non è egli però del corpo?
12:16
E se l'orecchio dice, Percioche io non sono occhio, io non son del
corpo; non è egli però del corpo?
12:17
Se tutto il corpo [fosse] occhio, ove [sarebbe] l'udito? se tutto
[fosse] udito, ove [sarebbe] l'odorato?
12:18
Hor Iddio ha posto ciascun de' membri nel corpo, sicome egli ha
voluto.
12:19
Che se tutte le [membra] fossero un [sol] membro, dove [sarebbe] il
corpo?
12:20
Ma hora, ben [vi sono] molte membra, ma [vè] un sol
corpo.
12:21
Hor l'occhio non può dire alla mano, Io non ho bisogno di te:
ne parimente il capo [dire] a' piedi, Io non ho bisogno di voi.
12:22
Anzi, molto maggiormente le membra del corpo, che paiono essere le
più deboli, sono necessarie.
12:23
Et a quelle, che noi stimiamo esser le meno honorevoli del corpo,
mettiamo attorno più honore: e le [parti] nostre più
brutte hanno più ornamento.
12:24
Ma le [parti] nostre honeste non [ne] hanno bisogno: anzi Iddio ha
contemperato il corpo, dando maggiore honore a chi ne havea
mancamento:
12:25
Accioche non vi sia dissensione nel corpo, anzi le membra curino una
istessa cosa lune per laltre.
12:26
E se pure un membro patisce, tutte le membra compatiscono: e se un
membro è honorato, tutte le membra congioiscono.
12:27
Hor voi siete il corpo di Christo, e membra di [esso], a parte a
parte.
12:28
Et Iddio ne ha costituiti nella Chiesa altri, prima Apostoli,
secondamente Profeti, terzamente Dottori: poi [ha ordinate] le
potenti operationi; poi, i doni delle guarigioni, i sussidi, i
governi, le [diverse] maniere delle lingue.
12:29
Tutti [sono eglino] Apostoli? tutti [sono eglino] Profeti? tutti
[sono eglino] Dottori?
12:30
Tutti [hanno eglino il dono del]le potenti operationi? tutti hanno
eglino i doni delle guarigioni? parlano tutti [diverse] lingue? tutti
sono eglino interpreti?
12:31
Horappetite, come a gara, i doni migliori: & anchora ve
[ne] mostrerò una via eccellentissima.
13:1
Avvengache io parli i linguaggi degli huomini, e degli Angeli, se non
ho carità, divengo un rame risonante, & un romoreggiante
cembalo.
13:2
E quantunque io habbia profetia, & intenda tutti i misteri, e
tutta la scienza; e benche io habbia tutta la fede, tal che trasporti
i monti, se non ho carità, non son nulla.
13:3
Et avvengache io spenda in nudrire [i poveri] tutte le mie facoltà,
e dia il mio corpo affin dessere arso; se non ho carità,
quello niente mi giova.
13:4
La carità è lenta all'ira, è benigna: la carità
non invidia, non procede perversamente, non si gonfia:
13:5
Non opera dishonestamente, non cerca le cose sue proprie, non
s'innasprisce, non divisa il male:
13:6
Non si rallegra dell'ingiustitia, ma congioisce della verità:
13:7
Sofferisce ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sostiene ogni
cosa.
13:8
La carità non iscade giammai: ma le profetie saranno
annullate, e le lingue cesseranno, e la conoscenza sarà
annullata.
13:9
Conciò sia cosa che conosciamo in parte, & in parte
profetiamo.
13:10
Ma, quando la perfettione sarà venuta, allhora quello
[che è solamente] in parte, sarà annullato.
13:11
Quando io era fanciullo, io parlava come fanciullo, io haveva senno
da fanciullo, io ragionava come fanciullo: ma, quando son divenuto
huomo, ho ridotte al niente le cose da fanciullo.
13:12
Percioche noi veggiamo hora per ispecchio, in enimma; ma allhora
[vedremo] a faccia a faccia: hora conosco in parte, ma allhora
riconoscerò, sicome anchora sono stato riconosciuto.
13:13
Hor queste tre cose durano al presente, fede, speranza, e carità:
ma la maggiore di esse [è] la carità.
14:1
Procacciate la carità, & appetite, come a gara, i [doni]
spirituali, ma principalmente che profetizziate.
14:2
Percioche, chi parla linguaggio [strano], non parla agli huomini, ma
a Dio: conciò sia cosa che niun l'intenda, ma ragioni misteri
per ispirito.
14:3
Ma chi profetizza, ragiona agli huomini edificatione, &
esortatione, e consolatione.
14:4
Chi parla linguaggio [strano] edifica se stesso; ma chi profetizza
edifica la Chiesa.
14:5
Horio disidero che voi tutti parliate linguaggi; ma, molto più,
che profetizziate: percioche maggiore è chi profetizza, che
chi parla linguaggi, senon che interpreti, accioche la Chiesa ne
riceva edificatione.
14:6
Che se hora, fratelli, io venissi a voi parlando linguaggi, che vi
gioverei, senon che io vi parlassi, o in rivelatione, o in
conoscenza; o in profetia, o in dottrina?
14:7
Se pure le cose innanimate, che rendono suono, o flauto, o cetera,
non danno distintione a' suoni; come si riconoscerà cio che è
sonato in sul flauto, o in su la cetera?
14:8
Percioche, se la tromba dà un suono incerto chi
sapparecchierà alla battaglia?
14:9
Così anchora voi, se per lo linguaggio non proferite un parlar
chiaro, come s'intenderà cio che sarà detto? conciò
sia cosa che voi parlerete in aria.
14:10
Vi sono, come accade, cotante maniere di favelle nel mondo, e niente
è mutolo.
14:11
Dunque, se io non intendo la virtù della favella, sarò
barbaro a chi parla, e chi parla [sarà] barbaro appo me.
14:12
Così anchora voi, poi che siete disiderosi de' doni
spirituali, cercate dabbondarne, per l'edification della Chiesa.
14:13
Per cio, chi parla linguaggio [strano], preghi di potere
interpretare.
14:14
Percioche, se io fo oratione in linguaggio [strano], ben fa lo
Spirito mio oratione, ma la mia mente è infruttuosa.
14:15
Che dunque? io farò oratione con lo Spirito, ma la farò
anchora con la mente: salmeggerò con lo Spirito, ma salmeggerò
anchora con la mente.
14:16
Conciò sia cosa che, se tu benedici con lo Spirito, come dirà
colui, che occupa il luogo dell'idiota, Amen, al tuo ringratiamento,
poi che egli non sa cio che tu dici?
14:17
Percioche tu rendi bene gratie, ma altri non è edificato.
14:18
Io ringratio l'Iddio mio, che io parlo più lingue che tutti
voi.
14:19
Ma nella Chiesa amo meglio dir cinque parole per la mia mente,
accioche ammaestri anchora gli altri, che diecimila in lingua
[strana].
14:20
Fratelli, non siate fanciulli di senno; ma siate bambini, in malitia;
& [huomini] compiuti, in senno.
14:21
Egli è scritto nella Legge, Io parlerò a questo popolo
per [parole] di lingua strana, e per labbra straniere; e non pur così
mascolteranno; dice il Signore.
14:22
Tal che i linguaggi sono per segno, non a' credenti, anzi
aglinfedeli: ma la profetia non [è] per gl'infedeli,
anzi per li credenti.
14:23
Dunque, se, quando la Chiesa sarà raunata tutta insieme, tutti
parlano linguaggi [strani], se entrano degl'idioti, o degl'infedeli,
non diranno essi che voi siete insensati?
14:24
Ma, se tutti profetizzano, & entra alcuninfedele, od
idiota, è convinto da tutti, è giudicato da tutti.
14:25
E così i segreti del suo cuore son palesati; onde, gittatosi
giù boccone, adorerà Iddio, rapportando che veramente
Iddio è fra voi.
14:26
Che dunque, fratelli? quando voi vi raunate insieme, havendo ciascun
di voi chi salmo, chi dottrina, chi linguaggio, chi rivelatione, chi
interpretazione, facciasi ogni cosa ad edificatione.
14:27
Se alcuno parla linguaggio [strano, facciasi questo] da due, o da tre
al più; e [cio,] ad uno ad uno, & uno interpreti.
14:28
Ma, se non vè alcuno che interpreti, tacciasi nella
Chiesa [colui che parla in linguaggi strani]; e parli a se stesso, &
a Dio.
14:29
Parlino due, o tre profeti, e giudichino gli altri.
14:30
E se ad unaltro, che siede, sarà rivelata [alcuna cosa],
tacciasi il primiero.
14:31
Conciò sia cosa che tutti ad uno ad uno possiate profetizzare,
accioche tutti imparino, e tutti sieno esortati.
14:32
E gli spiriti de' profeti sono sottoposti a' profeti.
14:33
Percioche Iddio non è [Dio] di tumulto, ma di pace: e così
[si fa] in tutte le Chiese de' santi.
14:34
Tacciansi le vostre donne nelle raunanze della Chiesa, percioche non
è loro permesso di parlare, ma [deono] esser suggette, come
anchora la Legge dice.
14:35
Che se vogliono imparar qualche cosa, domandino i lor propri mariti
in casa: percioche è cosa dishonesta alle donne di parlare
nella Chiesa.
14:36
È la parola di Dio proceduta da voi? overo, è ella
pervenuta a voi soli?
14:37
Se alcuno si stima esser Profeta, o spirituale, riconosca che le
cose, che io vi scrivo, sono comandamenti del Signore.
14:38
Che se alcuno lignora, ignorilo.
14:39
Dunque, fratelli miei, appetite, come a gara, il profetizzare, e non
divietate il parlar linguaggi.
14:40
Facciasi ogni cosa honestamente, e per ordine.
15:1
Hor, fratelli, io vi dichiaro l'Evangelio, ilquale io vho
evangelizzato, ilquale anchora havete ricevuto, e nelquale etiandio
state saldi.
15:2
Per loquale anchora siete salvati, se [lo] ritenete nella maniera,
che io ve [l]'ho evangelizzato; se pur non havete creduto in vano.
15:3
Conciò sia cosa che imprima io vhabbia dato cio che
anchora ho ricevuto; [cioè], che Christo è morto per li
nostri peccati, secondo le Scritture:
15:4
E ch'egli fu sepellito, e che risuscitò al terzo giorno,
secondo le Scritture:
15:5
E ch'egli apparve a Cefa, e poi a' dodici.
15:6
Appresso apparve ad una volta a piu di cinquecento fratelli, de
quali la maggior parte resta infinad hora; & alcuni anchora
dormono.
15:7
Poi apparve a Iacopo, e poi a tutti gli Apostoli.
15:8
Et allultimo di tutti, come ad unabortivo è
apparito anchora a me.
15:9
Percioche io sono il minimo degli Apostoli, e non son pur degno
d'esser chiamato Apostolo, percioche io ho perseguitata la Chiesa di
Dio.
15:10
Ma, per la gratia di Dio, son quel che sono; e la gratia sua, che [è
stata] verso di me, non è stata vana; anzi ho vie più
faticato che essi tutti: hor non già io, ma la gratia di Dio,
laquale [è] meco.
15:11
Et io adunque, & essi, così predichiamo, e così
havete creduto.
15:12
Che se si predica che Christo è risuscitato da' morti, come
dicono alcuni fra voi, che non vè risurrettion de'
morti?
15:13
Hor, se non vè risurrettion de' morti, Christo anchora
non è risuscitato.
15:14
E se Christo non è risuscitato, vana [è] pure la nostra
predicatione, vana [è] anchora la vostra fede.
15:15
E noi anchora siamo trovati falsi testimoni di Dio: conciò sia
cosa che habbiamo testimoniato di Dio, che egli ha risuscitato
Christo; ilquale egli non ha risuscitato, se pure i morti non
risuscitano.
15:16
Percioche, se i morti non risuscitano, Christo anchora non è
risuscitato.
15:17
E se Christo non è risuscitato, vana [è] la vostra
fede, voi siete anchora ne' vostri peccati.
15:18
Dunque, e quelli anchora, che dormono in Christo, son periti.
15:19
Se speriamo in Christo solamente in questa vita, noi siamo i più
miserabili di tutti gli huomini.
15:20
Ma hora Christo è risuscitato da' morti; [&] è
stato fatto le primitie di coloro che dormono.
15:21
Percioche, poi che per unhuomo [è] la morte; la
risurrettion de' morti altresì [è] per unhuomo. 15:22
Imperoche, sicome in Adam tutti muoiono, così in Christo tutti
saranno vivificati.
15:23
Ma ciascuno nel suo proprio ordine: Christo [è] le primitie:
poi, nel suo avvenimento, [risusciteranno] coloro che [son] di
Christo.
15:24
Poi [sarà] la fine, quando egli havra messo il regno in mano
di Dio, e Padre; quando havrà ridotta al niente ogni
signoria, & ogni podestà, e potenza.
15:25
Conciò sia cosa che convenga ch'egli regni, fin che egli
habbia messi tutti i nemici sotto i piedi di esso.
15:26
Horil nimico, che sarà distrutto l'ultimo, [è] la
morte.
15:27
Percioche [Iddio] ha sottoposto ogni cosa sotto i piedi di esso: hor,
quando dice che ogni cosa [gli] è sottoposta, è cosa
chiara che [dice cio] da colui in fuori, che gli ha sottoposto ogni
cosa.
15:28
Hor, quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allhora
il Figliuolo sarà sottoposto anchegli a colui che gli ha
sottoposto ogni cosa, accioche Iddio sia ogni cosa in tutti.
15:29
Altrimenti, che faranno coloro, che sono battezzati per li morti, se
del tutto i morti non risuscitano? perche sono eglino pure anchora
battezzati per li morti?
15:30
Perche siamo noi anchora ad ogni hora in pericolo?
15:31
Io muoio tutto dì, sì, per la gloria di voi, che io ho
in Christo Iesu, nostro Signore.
15:32
Se io ho, secondo l'huomo, combattuto con le fiere in Efeso, che
utile ne ho io? se i morti non risuscitano, mangiamo, e beviamo;
percioche domane morremo.
15:33
Non errate: cattive conversationi corrompono buoni costumi.
15:34
Svegliatevi [per viver] giustamente, e non peccate: percioche alcuni
sono ignoranti di Dio: io [lo] dico per farvi vergogna.
15:35
Ma dirà alcuno, Come risuscitano i morti, e con qual corpo
verranno?
15:36
Pazzo, quel che tu semini non è vivificato, se [prima] non
muore.
15:37
E quanto è a quel che tu semini, tu non semini il corpo che ha
da nascere; ma un granello ignudo, secondo che accade, o di formento,
o d'alcun degli altri [semi].
15:38
Et Iddio, secondo che ha voluto, gli dà il corpo; & a
ciascuno de' semi il suo proprio corpo.
15:39
Non ogni carne [è] la stessa carne: anzi, altra [è la
carne] degli huomini, altra la carne delle bestie, altra [la carne]
de' pesci, altra [la carne] degli uccelli.
15:40
[Vi sono] anchora de' corpi celesti, e de' corpi terrestri: ma altra
[è] la gloria de' celesti, altra quella de' terrestri.
15:41
Altro [è] lo splendor del sole, & altro lo splendor della
luna, & altro lo splendor delle stelle: percioche una stella è
differente dall'[altra] stella in isplendore.
15:42
Così anchora [sarà] la risurrettion de morti: [il
corpo] è seminato in corruttione, [e] risuscita in
incorruttibilità.
15:43
È seminato in dishonore, [e] risuscita in gloria; è
seminato in debolezza, [e] risuscita in forza; è seminato
corpo animale, [e] risuscita corpo spirituale.
15:44
Vè corpo animale, e vè corpo spirituale.
15:45
Sicome anchora è scritto, Il primo huomo Adam fu fatto in
anima vivente: l'ultimo Adam in ispirito vivificante.
15:46
Ma lo spirituale non [è] prima: ma [prima è] l'animale,
poi lo spirituale.
15:47
Il primiero huomo, [essendo] di terra, [fu] terreno: il secondo
huomo, [che è] il Signore, [è] dal cielo.
15:48
Qual [fu] il terreno, tali [sono] anchora i terreni: e quale [è]
il celeste, tali anchora [saranno] i celesti.
15:49
E sicome noi habbiamo portata l'imagine del terreno, porteremo
anchora l'imagine del celeste.
15:50
Hor questo dico, fratelli, che la carne, el sangue, non possono
heredare il regno di Dio: parimente, la corruttione non hereda
l'incorruttibilità.
15:51
Ecco, io vi dico un misterio: non già tutti morremo, ma ben
tutti saremo mutati; in un punto di tempo, in un batter d'occhio, al
[sonar dell]'ultima tromba.
15:52
Percioche la tromba sonerà, & i morti risusciteranno
incorruttibili, e noi saremo mutati.
15:53
Conciò sia cosa che convenga che questo corruttibile vesta
incorruttibilità e che questo mortale vesta immortalità.
15:54
E quando questo corruttibile havrà vestita incorruttibilità,
e che questo mortale havrà vestita immortalità,
allhora sarà adempiuta la parola che è scritta,
La morte è stata tranghiottita in vittoria.
15:55
O morte, ove [è] la tua punta? o inferno, ove è la tua
vittoria?
15:56
Hor la punta della morte [è] il peccato, e la forza del
peccato [è] la Legge.
15:57
Hor ringratiato sia Iddio, ilquale ci dà la vittoria per lo
Signor nostro Iesu Christo.
15:58
Per cio, fratelli miei diletti, state saldi, immobili, abbondanti del
continuo nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è
vana nel Signore.
16:1
Hor, quanto è alla colta, che [si fa] per li santi, come ne ho
ordinato alle Chiese della Galatia, così anchora fate voi.
16:2
Ogni primo [giorno] della settimana ciascun di voi riponga appresso
di se, mettendo insieme cio [che potrà, secondo] che sarà
prosperato: accioche, quando io sarò venuto, allhora non
si facciano le colte.
16:3
E quando io sarò giunto, io manderò coloro che havrete
approvati per lettere, a portar la vostra beneficenza in Ierusalem.
16:4
E, se converrà che io anchora ci vada, essi andranno meco.
16:5
Horio verrò a voi, quando io sarò passato per la
Macedonia: percioche io passerò per la Macedonia.
16:6
E forse dimorerò appresso di voi, overo anchora vi vernerò,
accioche voi maccompagniate dovunque io andrò.
16:7
Percioche io non voglio questa volta vedervi passando; ma spero
dimorar per qualche tempo appresso di voi, sel Signore lo
permetterà.
16:8
Horio resterò in Efeso finalla Pentecosta.
16:9
Percioche una grande & efficace porta mè aperta, e
[vi son] molti avversari.
16:10
Hor se Timoteo viene, vedete ch'egli stia sicuramente appresso di
voi: percioche egli sadopera nell'opera del Signore, come io
anchora.
16:11
Niuno adunque lo disprezzi, anzi accompagnatelo in pace, accioche
egli venga a me: percioche io l'aspetto co' fratelli.
16:12
Hor, quanto è al fratello Apollo, io l'ho molto confortato
chegli andasse a voi co' fratelli; ma egli del tutto non ha
havuta volontà dandarvi hora: ma pur [v]andrà
quando havra l'opportunità.
16:13
Vegghiate, state fermi nella fede, portatevi virilmente,
fortificatevi.
16:14
Tutte le cose vostre si facciano con carità.
16:15
Hor, fratelli, io vesorto che, [poi che] conoscete la famiglia
di Stefana, [e sapete] che è le primitie dell'Acaia, e che si
sono dedicati a ministrare a' santi;
16:16
Voi anchora vi sottomettiate a cotali, & a chiunque sadopera
insieme, e s'affatica.
16:17
Horio mi rallegro della venuta di Stefana, e di Fortunato, e
d'Acaico: conciò sia cosa che essi habbiano supplito il vostro
mancamento.
16:18
Percioche hanno ricreato lo spirito mio, el vostro: dunque
riconoscete i tali.
16:19
Le chiese dell'Asia vi salutano: Aquila, e Priscilla, insieme con la
Chiesa, [che è] nella lor casa, vi salutano molto nel Signore.
16:20
Tutti i fratelli vi salutano: salutatevi gli uni gli altri con santo
bacio.
16:21
[Questo è] il saluto, [scritto] di man [propria] di me Paolo.
16:22
Se alcuno non ama il Signore Iesu Christo, sia anatema maran-ata.
16:23
La gratia del Signore Iesu Christo [sia] con voi.
16:24
La mia carità [sia] con tutti voi, in Christo Iesu: Amen.
La prima a' Corinti fu scritta da Filippi, per Stefana, e Fortunato, et Acaico, e Timoteo.